Veronesi, Italians

"Non sbavo per Cannes, ma per le sale piene", dice il regista. Che espatria "per ritrovare il nostro spirito"
23 Gennaio 2009
Veronesi, Italians
Il regista Giovanni Veronesi

“Volevo girare all’estero per andarmene dall’Italia, che non mi piace. Russia, Dubai e Marocco, gli italiani fuoriusciti hanno un romanticismo che noi abbiamo perso: pensano ancora allo stivale come una patria serena, accogliente, in cui la gente canta e non fa niente”. Parola del regista Giovanni Veronesi, oggi in sala con gli Italians Sergio Castellitto, Carlo Verdone e Riccardo Scamarcio. Un espatrio in commedia Filmauro perché “negli ultimi anni, in Italia si è sviluppata una mentalità fine a se stessa, che ha sacrificato il nostro mix di eroismo e vigliaccheria. Fino agli ’80, era l’ideologia politica la base del fondamento spirituale e intellettuale di una persona: ora non esiste più”.

E tu?
Faccio film commerciali, ma la mia vita è onesta, ancorata a principi sani: senza moralismi, ma etica.

Mai pensato di fare cinema impegnato?
Ho la capacità di raccontare temi forti con leggerezza, non ho la pretesa di essere un autore: non sbavo per andare a Cannes, ma per le sale piene e le risate del pubblico.

Che cos’è Italians?
Commedia all’italiana, quella vera. Gli italiani mettono in valigia l’identità come nessun altro popolo, e il film parte dal risultato di un sondaggio del NYT: “Gli italiani sono il popolo che suona più di tutti al metal detector”. Non ci potevo credere, all’aeroporto di Fiumicino ho visto un ragazzo surfare sul nastro trasportatore dei bagagli! Ci facciamo sempre riconoscere…

Nonostante tutto, un atto d’amore per il nostro Paese?
Non sono un patriota, ma mi sono ritrovato a difendere l’Italia contro francesi, inglesi e spagnoli che ci deridono per l’avvento di Berlusconi e un’altalena politica imbarazzante.

Non resta che partire…

Per due paesi di frontiera, che sembrano l’avamposto di John Denver in Balla coi lupi, dove non arrivano nemmeno gli indiani. Zero regole, soldi che circolano con la stessa portata del Po, per un avventuriero è il momento giusto: ho incontrato tanti connazionali, e non sono più immigrati con la valigia di cartone, ma chef, ingegneri e avvocati attratti dalla frontiera.

Come hai convinto Castellitto?
Avevamo fatto Silenzio… si nasce, ma non era andato bene: ci siamo ritrovati su questo copione, ha compreso la forza del suo personaggio, ignorante ma rigoroso, che fa sempre il solito tragitto per gli Emirati, e non conosce nient’altro.

Nel cast, anche la tua compagna Valeria Solarino.
Valeria interpreta una donna col burka: per me è un regalo divino, e non voglio che gli altri me lo sciupino troppo…

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