Un Persol chiamato desiderio

Dal 23 al 26 settembre a Milano, le Magnificent Obsessions del cinema artigianale: da Vertigo a Marie Antoinette, "cura e amore"
20 Settembre 2011
Un Persol chiamato desiderio

Il connubio armonioso tra uomo e macchina: nella sua forma migliore, anche il cinema è frutto di tale alchimia. Anche per il cinema serve la massima cura possibile. Anche il cinema è un’arte di lenti e montature. Partendo da questi punti, prende il via la mostra Persol Magnificent Obsessions, la prima di una serie di rassegne itineranti nate per celebrare l’ossessione artigianale che si cela dietro alcune scene entrate nella storia della settima arte: Marie Antoinette, Brazil, Taxi Driver, Gandhi, Vertigo, Il treno per Darjeeling, Velluto blu e molti altri per “30 stories of craftsmanship in film”.
“Penso spesso che il cinema sia una sorta di ritorno a un periodo passato dell’artigianato e della produzione. Un ritorno a un’epoca in cui le cose non venivano costruite per durare; queste creazioni sono state realizzate con la stessa cura e lo stesso amore. E proprio questo senso di attenzione e qualità ha rappresentato l’origine di tutto, il punto di congiunzione tra Persol e questi registi”, spiega Michael Connor, il curatore della mostra Persol. Dopo New York e Parigi, Persol Magnificent Obsessions ora arriva in Italia: la mostra è in programma a Milano dal 23 al 26 settembre, presso le Cartiere Vannucci (ore10-20, Via Atto Vannucci, 16).

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