Oggi in tv, ecco Il colpevole

Tognazzi incendiario o il Cronenberg più perturbante? Ce n'è per tutti: i consigli della redazione
13 Luglio 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, ecco Il colpevole

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per lunedì 13 luglio.

 

LA VITA AGRA – La 7, ore 14:15

Addetto ai servizi culturali di una grande miniera, Luciano Bianchi viene licenziato. Per vendicare se stesso ed i minatori periti in una grave sciagura, va a Milano per far saltare con la dinamite l’imponente grattacielo dove ha sede la società mineraria. S’innamora di Anna, giovane corrispondente di un giornale di sinistra. Per poter vivere, Luciano s’adatta a fare il traduttore per una casa editrice, ma troverà la sua fortuna inserendosi brillantemente nella produzione di slogan pubblicitari. La sua genialità in questo lavoro, che tuttavia disprezza, gli varrà un’ottima assunzione presso la stessa società che lo aveva licenziato. Incompreso alla sua uscita, tratto dall’epocale romanzo di Luciano Bianciardi, un film che cresce col tempo, una (anti)commedia all’italiana nera e pessimista. Conferma la versatilità di Carlo Lizzani, la cupezza della Milano del boom, la grandezza di Ugo Tognazzi e quella più trascurata di Giovanna Ralli.

 

IL COLPEVOLE – Rai 3, ore 21:20

“Uomini al servizio degli altri, sconosciuti che possono risolvere ogni situazione. In linea con l’assassino. Ma anche con gli ubriachi, con chi ha preso parte a una rissa, con chi si è fatto male e ha bisogno di un’ambulanza. Un mondo che si contrae, che passa attraverso un semplice “apparecchio”, senza mai incontrarsi o avere un contatto umano. E così Möller costruisce il suo universo, alimenta la tensione, stupisce con i colpi di scena. Trasmette il dolore della tragedia attraverso gli occhi del suo protagonista, appoggia l’intero film sulle sue spalle. One Man ShowIl colpevole è un Kammerspiel, un’opera teatrale dall’intreccio intimo, psicologico. Con un’atmosfera claustrofobica. Non si respira. La vita privata resta fuori, esistono solo la scrivania, i colleghi, il superiore che lancia occhiatacce se non segui le regole, la vittima dall’altro capo del filo.” (Gian Luca Pisacane)

 

VIDEODROME – Iris (canale 22), ore 23:00

“Benché in origine Cronenberg sia stato relegato nei territori marginali del genere horror, sin dai suoi primi film scandalosamente sovversivi il regista ha mostrato di voler condurre i suoi spettatori ben al di là del cinema di exploitation, costruendo film dopo film un edificio originale e personalissimo. Ruotando intorno all’inscindibile relazione di corpo, sesso e morte, il suo universo è popolato di deformità grottesche e allucinanti accoppiamenti, nel cui orrore si riflette la paura per le mutazioni indotte nei corpi dalla scienza e dalla tecnologia, la malattia e il decadimento fisico, il conflitto irrisolto fra lo spirito e la carne. La violenza, la trasgressione sessuale, la confusione di reale e virtuale, il ruolo deformante dell’immagine nella società contemporanea, sono alcuni dei temi ricorrenti, che contribuiscono a fare di lui uno dei cineasti più audaci e stimolanti di sempre, un instancabile innovatore di forme e linguaggi.” (Alberto Barbera, dichiarazione in occasione del Leone d’Oro a David Cronenberg)

 

IL SUD E’ NIENTE – Rai 5 (canale 23), ore 23:15

“Una sinfonia del silenzio che, dal corpo umano, muto e ambiguo, si diffonde sino ad avvolgere e a compromettere le relazioni interpersonali, specchio di un’intera società ripiegata su se stessa, taciturna, incupita, rassegnata. Il primo lungometraggio di Fabio Mollo, Il Sud è niente, è, senza mezzi termini, un atto d’accusa nei confronti di un mondo, il meridione italiano, apparentemente condannato a un’arretratezza che sembra farsi quasi condizione esistenziale inesorabile; in modo più velato, l’accusa si riversa sul capo di chi si è adoperato per lasciare, nel corso dei decenni, il quadro immutato. Al centro della vicenda troviamo Grazia, una solitaria ragazza alle soglie della maturità che vive assieme al padre e alla nonna nei pressi dello Stretto di Messina, nella periferia di una Reggio Calabria abbrutita dall’abusivismo edilizio e segnata dalla presenza invisibile ma onnipresente della malavita organizzata.” (Gianfrancesco Iacono)

 

LA DONNA INVISIBILE – Cine 34 (canale 34), ore 3:50

Rampollo di una famiglia della nobiltà genovese, Paolo Spinola girò, tra il 1964 e il 1977, quattro film. Dopodiché si dedicò all’imprenditoria vinicola. Un soggetto interessante, soprattutto alla luce di una carriera effimera ma davvero intrigante, comunque totalmente relegata all’oblio. Praticamente irreperibile nel circuito legale: nessuno dei suoi film è pubblicato in home video, le copie visionabili in giro sono indecenti. Un regista invisibile, parafrasando il titolo del suo terzo lavoro, il fantasmatico, ostico, misterico La donna invisibile. Negli anni della contestazione, la moglie di un professore contestato (è Giovanna Ralli, già con Spinola nel debutto La fuga) si sente trascurata dal marito, che sembra preso da un’altra donna che vive in casa con loro, (Carla Gravina). Da riscoprire. (Lorenzo Ciofani)

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