L’età della Binoche

"Non penso al passato, sono una fan del presente", dichiara l'attrice. Tra la Stewart e la Moretz in Clouds of Sils Maria di Assayas
23 Maggio 2014
L’età della Binoche

Cannes chiude in bellezza. E’ l’applauditissimo Clouds of Sils Maria di Olivier Assayas a far calare il sipario sul concorso della 67esima edizione, e per la verità le bellezze in chiusura son tre: Juliette Binoche, Kristen Stewart e Chloé Grace Moretz sono le tre grazie di un film che riflette sul lavoro dell’attrice, il suo rapporto con la scena, la popolarità e l’età che passa.
La Binoche, che ha proposto il progetto ad Assayas (secondo loro film insieme, dopo L’heure d’été, 2008) interpreta Maria Enders, un’attrice dalla carriera luminosa che vive una crisi di mezza età: il regista che l’aveva lanciata è morto da poco, e la pièce di quello stesso regista, grazie alla quale vent’anni prima era salita alla ribalta, verrà riallestita coinvolgendo una giovane star (Moretz) nel ruolo che fu il suo, mentre a lei toccherà quello della co-protagonista stagionata. Pur turbata, la Enders accetterà la parte e insieme alla sua fidata assistente, farà le prove a Sils Maria (in Svizzera), un luogo che per la donna ha un significato particolare.
“Non penso al passato, sono una grande fan del presente. Non so mai quale sarà il mio prossimo ruolo”, ha dichiarato Juliette Binoche in conferenza stampa. L’attrice si presenta al fianco di Assayas e della Moretz, mentre è assente la Stewart che dovrebbe però fare la montée des marches di stasera, in occasione della presentazione ufficiale. “Immagina di interpretare una ventenne quando ne hai quaranta di anni – continua la Binoche -. Non sarebbe ridicolo? Negli anni si viene modellati dalla vita come la creta. Cambiare è una buona cosa”. E sui vantaggi di essere un’attrice che interpreta un’attrice, commenta: “Ci siamo divertiti molto a portare in scena il nostro mondo. So come funziona e non avevo bisogno di tre mesi di ricerca! Per Kristen tutto questo è anche più familiare, lei ci vive in mezzo ai paparazzi”.
“Film come questo – ha concluso invece Assayas – funzionano solo con un cast di grande generosità. Una volta che hai la totale fiducia dei tuoi attori, non c’è nulla che ti possa fermare. Abbiamo lavorato senza nemmeno fare una prova”.

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