Il Biografilm suona bene

L'incredibile Searching for Sugar Man su Sixto Rodriguez e il concerto "ferroviario" Big Easy Express tra le anteprime più attese del festival bolognese. Dal 7 giugno, con imperdibili chicche
8 Maggio 2013
Il Biografilm suona bene

“C’è stata un’esplosione nell’ultimo periodo, a livello internazionale, di questo tipo di cinema: non per forza di cose documentario, ma fortemente basato sull’ambiguità tra finzione e reale. Il nostro è un festival multidisciplinare, tematico, urbano, che si articola attraverso le proiezioni e la presentazione di libri, incontri, figli di storie che magari ancora non sono diventate film”. Il direttore del Biografilm Festival – International Celebration of Lives, Andrea Romeo, illustra le linee guida della IX edizione della manifestazione, prevista a Bologna dal 7 al 17 giugno: primo festival italiano dedicato alle biografie e ai racconti di vita (dal cinema alla letteratura, dal documentario alla fotografia, dall’arte al teatro, alla musica), il Biografilm quest’anno “adotta il motto ‘Look Forward – Guarda avanti’, un augurio e un imperativo per una generazione ed un Paese che sperano di vedere la fine di una crisi, che ha profondamente minato tutte le certezze e che chiede urgentemente l’individuazione di nuovi punti cardinali”, dice ancora Romeo. Che poi si sofferma anche su uno degli eventi più attesi dell’edizione di quest’anno, l’anteprima italiana (che aprirà il festival) del documentario premiato con l’Oscar Searching for Sugar Man di Malik Bendjelloul (vedi il trailer), incentrato sull’incredibile storia di Sixto Rodriguez, scoperto in un bar di Detroit alla fine degli anni ’60 da due produttori convinti di aver trovato il profeta di una generazione: il primo disco, Cold Fact (1970), è allo stesso tempo un capolavoro e un insuccesso clamoroso. Misteriosamente, però, in Sudafrica si trasforma ben presto nell’album manifesto di una popolazione in lotta: il documentario, ovviamente accompagnato dalle canzoni originali di Rodriguez, racconta la storia di due fan che decidono di mettersi sulle tracce del cantautore, da molti considerato morto. “Oltre all’Oscar vinto, il film è stato sei mesi in sala in Francia, quindi parliamo anche di un certo successo da un punto di vista commerciale”, spiega ancora Romeo, che aggiunge: “Per manifestazioni con linee editoriali così chiare come la nostra, credo che sia doveroso tentare di garantire ad alcuni titoli la possibilità di veicolare anche dopo quei 12 giorni di festival, che possano arrivare in sala anche per chi non riesce a venire a Bologna. Ed è il caso di Searching for Sugar Man, che sarà distribuito dal 10 giugno nel circuito The Space Cinemas da Unipol Biografilm Collection”.
Sempre nella sezione “Contemporary Lives” – selezione di importanti documentari internazionali sulle tematiche legate all’attualità, in gara per l’Audience Award / Lancia Celebration of Lives – trova spazio un altro doc “musicale”, Big Easy Express di Emmett Malloy (vedi il trailer), incentrato su tre band (Mumford & Sons, Edward Sharpe and the Magnetic Zeros e gli Old Crowd Medicine Show) che attraversano in treno gli Stati Uniti da Oakland a New Orleans, senza valigie ma con gli strumenti, per dare vita ad un entusiasmante “concerto” il cui pubblico è l’America intera. Poi un omaggio/riflessione alla città di Detroit (guarda caso, la città di Rodriguez…), con il doc di Heidi Ewing e Rachel Grady Detropia e – sempre in anteprima italiana – il già campione d’incassi The Gatekeepers, di Dror Moreh, incentrato su sei ex capi dei servizi segreti israeliani che raccontano per la prima volta la verità, il “dietro le quinte”, del sanguinoso conflitto mediorientale.
Per quanto riguarda il Concorso internazionale, invece, attenzione a The Act of Killing di Joshua Oppenheimer (sulla sanguinosa e mai punita “caccia ai comunisti” nell’Indonesia di metà anni ’60), ad Alias Ruby Blade di Alex Meillier (l’incredibile storia d’amore tra un’attivista per i diritti umani australiana e il carismatico leader del movimento di guerriglia indipendentista nella Timor Est degli anni ’90), a Pussy Riot – A Punk Prayer di Mike Lerner e Maxim Pozdorovkin, che ripercorre la storia e la leggenda delle attiviste russe e a Wrong Time Wrong Place di John Appel, la storia della tragica strage di Utoya commessa dal fanatico filonazista Breivik. In cartellone anche A River Changes Course di Kalyanee Mam (in anteprima europea), Which Way Is the Front Line from Here? The Life and Time of Tim Hetherington di Sebastian Junger, su uno dei più grandi fotografi di guerra, caduto sul campo, nel 2011 in Libia, poi Design is One: the Vignellis di Kathy Brew e Roberto Guerra (in anteprima internazionale), sulla celebre coppia Lella e Massimo Vignelli, italiani emigrati negli States celebri per le loro invenzioni nel design, nella grafica e nella comunicazione. Sempre in anteprima internazionale For No Good Reason di Charlie Paul, sull’illustratore e caricaturista inglese Ralph Steadman, mentre in anteprima italiana The Man Behind the Throne di Kersti Grunditz, sul coreografo di Madonna e Michael Jackson, Vincent Paterson, e Elena di Petra Costa, opera prima della filmaker brasiliana che si mette sulle tracce della sorella più grande di tredici anni, fuggita dal Brasile quando lei aveva solamente sette anni. Selezionati tra oltre 500 film, i dieci lungometraggi concorrono per il Lancia Award / Biografilm Festival 2013 e, da quest’anno, al Richard Leacock Award per la migliore opera prima, premio dedicato alla memoria del grande maestro del Direct Cinema: ad assegnarli, la giuria composta dal direttore della fotografia Ed Lachman (presidente), dalle registe Jane Weiner e Alison Klayman, dalla storica dell’arte, illustratrice e autrice Paola Pallottino e dal regista Filippo Vendemmiati.
Prevista anche la sezione “Activism”, focus di approfondimento che analizza il fenomeno dell’attivismo nell’epoca dei social media e la retrospettiva “The Camera and the Eye”, dedicata proprio al presidente di giuria Ed Lachman, direttore della fotografia per registi come Robert Altman, Todd Haynes, Todd Solondz e Steven Soderbergh.
“Biografilm Italia”, infine, è la sezione dedicata ai migliori documentari biografici della recente produzione nazionale che da quest’anno avrà una giuria composta da Francesco Amato, regista (presidente); Chloé Barreau, regista; Fiorenza Menni, performer e autrice teatrale. Tra le opere selezionate, anche Ornella Vanoni. Ricetta di donna di Alexandra Della Porta Rodiani, con Ornella Vanoni che sarà anche madrina dell’intera manifestazione.
Promosso dall’Associazione Fanatic About Festivals e dall’International Celebration of Lives Association, il Biografilm si svolge con il patrocinio e il supporto dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna: “Bisogna capire che quello della cultura, insieme a quello dell’economia ambientale, è il vettore che l’Europa stessa ha indicato per poter uscire dalla crisi”, dice l’assessore Massimo Mezzetti, che conclude: “Insieme al Future Film Festival, da un anno anche il Biografilm rientra nel piano triennale che abbiamo previsto. Un riconoscimento per le manifestazioni che riteniamo centrali, soprattutto per quelle nate e cresciute nel territorio: non è un semplice patrocinio, ma un rapporto collaborativo che manteniamo durante l’intero anno”.

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