E’ morta Joan Fontaine

L'attrice aveva 96 anni. Premio Oscar con Il sospetto di Hitchcock, magistrale nella lettera da una sconosciuta di Ophuls
16 Dicembre 2013
E’ morta Joan Fontaine
Joan Fontaine

E’ morta nella sua casa di Carmel (California), all’età di 96 anni, Joan Fontaine, leggendaria attrice hitchcockiana, protagonista tra gli altri di Rebecca – La prima moglie (1940) e Il sospetto (1941), per  quest’ultimo premiata con l’Oscar. Aveva lavorato anche con Max Ophuls in Lettera da una sconosciuta (1948).Britannica, ma naturalizzata statunitense, sorella minore di Olivia de Havilland, raggiunse l’apice della notorietà fra gli anni quaranta e gli anni cinquanta. Il suo nome è inscritto nella Hollywood Walk of Fame.La sua bellezza di porcellana unita al temperamento freddo, ne alimentò il mito di “donna di ghiaccio”, anche se sul set la Fontaine era apprezzata soprattutto per la sensibilità con cui accostava a ruoli di estrema vulnerabilità, come ne Il sospetto e ne Il fiore che non colsi di Edmund Goulding (1943). Figlia di Lillian Ruse e Walter de Havilland, la Fontaine era nata a Tokyo (18 mesi dopo la sorella Olivia). Dopo il divorzio dei genotori, andò a vivere con la sorella e la madre a Saratoga, nel nord della Califronia, dove insegnò dizione. Il successivo matrimonio della madre con George Fontaine spines entrambe le figlie a lasciare casa quando ancora erano adolescenti. Fontaine infatti si opponeva strenuamente alle ambizioni teatrali delle due ragazze. Per tutta risposta, Joan prese il cognome del padrino dopo aver lavorato brevemente come Joan St. John e Joan Burfield. Mentre Olivia de Havilland veniva messa sotto contratto dalla Warner Bros nel ‘35 (in Sogno di una notte di mezza estate), Joan faceva la sua apparizione sul grande schermo al fianco di Robert Montgomery e Joan Crawford in Non più signore di Edward H. Griffith (con il nome di Joan Burfield). Per il suo primo ruolo come “Joan Fontaine” bisogna aspettare il 1937, in Call It a Day, interpretato sia a teatro che al cinema. Il film le procurò un contratto con la RKO. Dopo una serie interminabili di parti minori, alcune occasioni perse (era stata contattata per avere la parte di Rossella O’Hara in Via col vento) e le nozze con l’attore Brian Aherne, la Fontaie meditò il ritiro dalle scene, ma fu “salvata” da sir Alfred e dal produttore David O. Selznick che la volle come protagonista di Rebecca – La prima moglie, con il quale ottenne la sua prima nomination agli Academy Awards. Hitchcock era rimasto così soddisfatto del suo lavoro che la richiamò ne Il sospetto, e il film valse alla Fontain il primo e unico Oscar della sua carriera. La soddisfazione quell’anno, era il 1941, fu doppia perché la Fontaine battè la sorella Olivia de Havilland, candidata quell’anno con La porta d’oro. Era l’inizio di una rivalità certamente distorta dai media, ma autentica e duratura nel tempo. Nel 1947, il fotografo Hymie Fink “catturò” i dissapori tra sorelle con uno scatto divenuto celebre, quello in cui la Fontaine prova a congratularsi con la de Havilland per la statuetta vinta con A ciascuno il suo destino, e la premiata la scansa vistosamente. Più di 30 anni dopo, nella sua autobiografia No Bed of Roses, la Fontaine avrebbe scritto: “Adoro, rispetto e mi piace mia sorella, ma non cerchiamo la nostra compagnia reciproca. Siamo l’opposto”. Durante la seconda guerra mondiale, la Fontaine lavorò forse in due dei suoi film migliori, Il fiore che non colsi di Edmund Goulding e La porta proibita di Robert Stevenson. La sua performance più grande viene però considerata quella in Lettera da una sconosciuta di Max Ophuls. Memorabile anche quella in Quattro donne aspettano di Robert Wise (1957). Gli anni ’50 sono caratterizzati dalla partecipazione a grandi produzioni come Ivanhoe alternate a film low-budget come La grande nebbia di Ida Lupino. Rimpiazzò Deborah Kerr in Tea and Sympathy a Broadway e si lanciò parallelamente nella produzione, sebbene vivesse più che dignitosamente grazie ai suoi investimenti nell’immobiliare. Ha detto una volta: “Faccio i film perché mi piace poter avere un buon tavolo quando vado ai nightclub e perché amo viaggiare”. 

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