Che Lido sarà!

Malick, Schnabel e la Coppola alla prossima Mostra di Venezia. Per l'Italia Costanzo, Martone, Placido e Mazzacurati
6 Maggio 2010
Che Lido sarà!

(Cinematografo.it/Adnkronos) – Il Lido soffia il nuovo Terrence Malick alla Croisette. A pochi giorni dall’inizio del festival di Cannes è ormai ufficiale che The Tree of Life, il nuovo film del regista texano con Sean Penn e Brad Pitt non sarà nel cartellone francese perché non è stato ancora ultimato. Ma naviga invece a vela spiegate verso Venezia. Quello di Malick è solo uno dei numerosi film statunitensi che si dice sfileranno in Laguna all’inizio di settembre. Sono sempre di più infatti i registi, produttori e distributori Usa che considerano la Mostra di fine estate più indicata per il lancio di film che possono più agevolmente uscire tra settembre e ottobre, evitando il periodo post-Cannes, che coincidendo con la buona stagione non sempre incontra i favori del box office. Così, oltre a Malick, è praticamente certa la presenza a Venezia di The American di Anton Corbijn, con George Clooney, che ha girato in Abruzzo e che si dice voglia proiettare il film, subito dopo la Mostra, anche nella città dell’Aquila ferita dal terremoto.
Più che probabili nel cartellone del Lido anche l’agrodolce Somewhere di Sofia Coppola, girato tra Los Angeles e Milano e con apparizioni di diversi divi televisivi nostrani, da Simona Ventura a Valeria Marini: la storia è infatti quella di Johnny Marco (interpretato da Stephen Dorff), un attore americano sciupafemmine e dallo stile di vita spregiudicato che vive nel lussuosissimo Chateau Marmont di Hollywood e che scopre improvvisamente di avere una figlia di 11 anni (Ellen Fanning). Da qui la sua vita cambia radicalmente, a cominciare da una trasferta con la ragazzina a Milano per ritirare il Telegatto, tra luci e lustrini della tv italiana. Verso il cartellone veneziano pare sia avviato anche Miral, il nuovo film del pittore e regista americano Julian Schnabel, tratto dal romanzo autobiografico “La strada dei fiori di Miral”, scritto dalla giornalista e scrittrice palestinese naturalizzata italiana Rula Jebreal (che è anche la compagna del regista) e coprodotto dalla Eagle Pictures di Tarak Ben Ammar. Ad interpretare la protagonista è Freida Pinto, l’attrice indiana diventata famosa in tutto il mondo con The Millionaire.
Un altro ‘scippo’ veneziano a Cannes, che non avrà fatto piacere ai cugini francesi, riguarda le voci insistenti della presenza al Lido del nuovo film di François Ozon Potiche, che riunisce due divi d’Oltralpe del calibro di Catherine Deneuve e Gerard Depardieu. I due attori recitano per l’ottava volta insieme nella pellicola ispirata all’omonimo romanzo di Pierre Barillet e Jean-Pierre Gredy che vede nel cast anche Fabrice Luchini,Karin Viard e Judith Godreche. La storia, ambientata nella provincia francese di fine anni ’70 racconta la vicenda di Suzanne (Catherine Deneuve), moglie di un ricco e spietato industriale (Fabrice Luchini), che viene sequestrato dai suoi operai. La donna prenderà in mano la fabbrica e riuscirà a riportare la pace nell’azienda con l’aiuto di un deputato di sinistra, suo ex amante (Gerard Depardieu). E seDaniele Luchetti con La nostra vita sarà in concorso a Cannes e Draquila di Sabina Guzzanti Evento Speciale fuori concorso, l’annata dei film italiani a Venezia si annuncia feconda più che mai. In lizza per il Lido ci sono infatti: Noi credevamo di Mario Martone, addattamento dell’omonimo romanzo storico di Anna Banti, che racconta attraverso gli occhi di un Don Domenico (Luigi Lo Cascio) il Risorgimento italiano, dai moti del 1848 sino alla disillusione seguita all’unificazione, e vede nel cast Toni Servillo e Luca Zingaretti rispettivamente nei panni di Mazzini e Crispi; Il fiore del Male di Michele Placido che racconta la vita di uno dei più noti criminali italiani, Renato Vallanzasca (la pellicola è tratta dall’omonimo libro autobiografico del bel René), interpretato daKim Rossi Stuart; Venuto al mondo di Sergio Castellitto, tratto dal nuovo bestseller della moglie del regista, Margaret Mazzantini, e interpretato ancora una volta da Penelope Cruz, già diretta dal regista italiano sei anni fa in Non ti muovere.
Ma si fanno insistentemente anche i nomi di Saverio Costanzo con il film tratto da La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e intrepretato da Alba Rohrwacher e Isabella Rossellini; Carlo Mazzacurati con La passione, storia tragicomica del regista Gianni Dubois (Silvio Orlando) che dopo una carriera tra alti e bassi ha l’occasione di dirigere un film con la diva televisiva del momento (Cristiana Capotondi); Pupi Avati con Una sconfinata giovinezza, interpretato da Serena Grandi. Dopo il successo ottenuto al Lido lo scorso anno da La doppia ora non è escluso che ci sia anche qualche opera prima in concorso. C’è qualcuno che vocifera di un bel film di Aureliano Amidei, 20 sigarette (tratto dal libro “20 sigarette a Nassirya” dello stesso Amadei e ispirato alla sua vera esperienza di sopravvissuto civile all’attentato subito dalla brigata Sassari in Iraq).
Ma nutrito sarà anche il cartellone della sezione controcampo italiano, che ha portato fortuna lo scorso anno a film come Cosmonauta e Dieci inverni. Tra i film di cui si vocifera ci sono Into Paradiso di Paola Randi e Luglio ’80 di Massimo Natale, che con lo script aveva già vinto il Premio Solinas. Tra i documentari è più che probabile il ritorno alla Mostra di Venezia dell’autore dell’applaudito Below sea level, Gianfranco Rosi, con un nuovo progetto girato in Messico.

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