Berlino rilancia

Contro il gelo il festival schiera 400 titoli e star. Da Angelina Jolie a Meryl Streep e Diane Kruger: al via domani la 62° edizione
8 Febbraio 2012
Berlino rilancia

Temperature polari per la 62ma Berlinale. Che per tutta risposta mette in cartellone oltre 400 titoli, un record, sparsi nelle varie sezioni, e star sulla passerella (gelata). Meryl Streep (meritatissimo) Orso d’Oro alla carriera. Angelina Jolie con il primo film da regista, accompagnata, si spera, dal marito Brad Pitt. La giuria presieduta da Mike Leigh e composta tra gli altri da Asghar Farhadi (vincitore di Berlino 61 con Una separazione), François Ozon, Charlotte Gainsbourg, Jake Gyllenhaal. Per gli italiani un ritorno importante: in concorso i fratelli Taviani con Cesare deve morire, ambientato nella sezione di massima sicurezza del carcere di Rebibbia e interpretato dai suoi detenuti. In Panorama special Diaz di Daniele Vicari sul G8 di Genova e quei fatti cruenti. Atteso il nuovo lavoro di Brillante Mendoza, Captive con Isabelle Huppert, su una volontaria francese rapita da estremisti musulmani, che speriamo porterà l’impronta del regista di Lola e Kinatay. A sorpresa (da quanto non girava un film suo?) troviamo Billy Bob Thornton con Jayne Mansfield’s Car, dramma famigliare ambientato negli anni ’60. A fargli da spalla: Robert Duvall, John Hurt e Kevin Bacon. Apertura domani in costume con Les Adieux à la reine (Farewell My Queen) diretto da Benoit Jacquot: Diane Kruger si cimenta con un ruolo pericoloso, la regina Maria Antonietta già magnificamente resa da Kirsten Dunst per Sofia Coppola. Fuori competizione spiccano Stephen Daldry e il suo Molto forte, incredibilmente vicino (dal romanzo di Jonathan Safran Foer con Tom Hanks, Sandra Bullock e un grande Max von Sydow) e The Flowers of War di Zhang Yimou con Christian Bale, ispirato al romanzo di Geling Yan e ambientato nella Nanchino del 1937, occupata dall’esercito giapponese. In Berlinale Special troviamo il documentario di Werner Herzog Death Row – Documentary series in four parts e l’ambizioso esordio della Jolie, In the Land of Blood and Honey, storia d’amore sullo sfondo della guerra dei Balcani. E poi Isabella Rossellini per il canadese Keyhole di Guy Maddin, Salma Hayek per La chispa de la vida di Álex de la Iglesia e Marley di Kevin Macdonald, dedicato a Bob Marley. Insomma la 62ma Berlinale potrebbe rivelarsi, se non un’edizione se non da ricordare, almeno la più interessante degli ultimi anni.

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