Addio a Ugo Pirro

E' morto il grande sceneggiatore del cinema italiano. Autore per registi quali De Sica, Petri e Lizzani
18 Gennaio 2008
Addio a Ugo Pirro

(Cinematografo.it/Adnkronos) – E’ morto Ugo Pirro, uno dei più grandi sceneggiatori cinematografici italiani. Aveva 88 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato in diretta dal regista Carlo Lizzani, con cui Pirro ha avuto una lunga collaborazione, nel corso della trasmissione di Rai Radiouno “Nudo e crudo”, condotta da Giulia Fossà. Pirro (il cui vero cognome era Mattone) è morto questa mattina nella sua abitazione nei pressi di Piazza del Popolo, a Roma. Salernitano, 88 anni, era da tempo malato. Domani la camera ardente e avrà luogo una commemorazione presso la casa del Cinema a Villa Borghese. La vita di Pirro, vincitore di due Oscar per il miglior film straniero con Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri e Il Giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica, si è intrecciata con quella di registi come Fellini, Rossellini, Visconti. Aveva al suo attivo una lunga collaborazione con Lizzani, iniziata nel ’51 con Achtung, banditi! (1951) e continuata con Il gobbo (1960), Il processo di Verona (1963), Svegliati e uccidi (1966), L’amante di Gramigna (1969), opere caratterizzate da una particolare attenzione all’impegno civile ed alle tematiche sociali. Con Elio Petri stabilisce, a partire dal 1967 con A ciascuno il suo, un fertile sodalizio destinato a produrre titoli quali il già citato Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), La classe operaia va in paradiso (1971), di tutti e tre i film fu protagonista Gian Maria Volonté, e La proprietà non è più un furto (1973). Eclettico e prolifico, Pirro lavora con Bolognini (Metello nel 1970, Imputazione di omicidio per uno studente due anni più tardi) e con Pontecorvo (Ogro, nel ’79), con Mingozzi (Sequestro di persona, 1968) e con Squitieri (I guappi nel 1974, Il prefetto di ferro nel ’77), oltre che in due film di produzione jugoslava, La battaglia della Neretva (1969) di Veljko Bulajic e La quinta offensiva (1973) di Stipe Delic. Tra le sue opere narrative, vanno segnalate Le soldatesse, Mio figlio non sa leggere, Osteria dei pittori ed il fortunato Celluloide (1983), poi elaborato dallo stesso Pirro in favore dell’omonimo film diretto da Lizzani nel 1995.

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