TUTTI DENTRO

ITALIA - 1984
Una delicata, riservatissima inchiesta è in fase di istruttoria presso il Tribunale di Roma, in merito ad una questione di illecite tangenti su forniture di petrolio all'Italia, nella quale sembrano essere coinvolti, insieme ad un Ministro, noti personaggi del mondo della finanza e degli affari. Sotto la guida di un anziano Consigliere, si occupa della spinosa faccenda il giudice Salvemini, scrupoloso, zelante e qualificatissimo magistrato, che nel "dossier" ha ormai acquisito tutti i più ampi elementi per spiccare qualche centinaio di mandati di cattura. In un pubblico locale, in cui si è recato con la moglie, il giudice Salvemini incontra casualmente Corrado, suo vecchio compagno di scuola, impegnato (a suo dire) in affari di mediazione a livello internazionale, che lo invita a passare un fine-settimana sulla Costa Azzurra, nella vita di un ricco connazionale. Tutti sanno che Salvemini sta lavorando attivamente sulla questione delle famose tangenti e tutti cercano, quindi, di farselo amico con modi cortesi ed allusioni più o meno scoperte. Intanto, poiché il Consigliere va in pensione, Salvemini si vede affidato l'incarico di concludere la procedura del caso ed egli non perde tempo: pone subito il piede sull'acceleratore, ordinando il fermo di innumerevoli persone, tra le quali anche un noto presentatore televisivo ed una pure nota cantante di "Night-club". A torto fiduciosi del cordiale e bonario comportamento tenuto dal giudice in occasione della sua gita a Nizza, tornano anche in Patria pseudo-finanzieri ed intrallazzatori di vario calibro, ed il faccendiere Corrado: e tutti troveranno i Carabinieri all'aeroporto. Il chiasso e lo scandalo sono enormi. Gli interrogativi e le contestazioni si infittiscono ma, ad un certo momento, la cantante accusata di aver percepito una sub-tangente, deve essere posta in libertà e il radiocronista si ripresenta, anche lui, "pulito", in video. L'amico Corrado evita l'arresto, fuggendo dal suo albergo romano per riparare in Spagna. Il giudice fa allora una trasferta in Marocco, dove la cantante si esibisce in un lussuoso locale e lì, previa telefonata, farà da esca a Corrado. In un colloquio a tre, il giudice ribadisce le sue accuse al faccendiere il quale, abituato com'è non solo ad incassare assegni, ma anche a staccarne, ne offre a Salvemini uno di ben 300 milioni. Mentre il giudice esamina l'assegno (che ovviamente non ha la minima intenzione di accettare, onesto e incorruttibile quale è sempre stato), sul terzetto piomba un funzionario dell'Interpol. Le accuse a carico di Salvemini (atteso lui, questa volta e con sincero stupore, dai Carabinieri) sono molteplici e gravi: il viaggetto con la moglie sulla Costa Azzurra, una acquaforte picassiana accettata in omaggio (autentica, e lui credeva una semplice riproduzione), la troppo sospetta fuga di Corrado da Roma, addirittura un assegno ... Ce n'è quanto basta per farlo passare da inquisitore a inquisito. Tutti dentro, dunque, lui compreso: incorrotto, incorruttibile, zelante, ma forse anche un po' ingenuo...

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