Tommaso

ITALIA - 2016
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Tommaso
Dopo una lunga relazione, Tommaso riesce a farsi lasciare da Chiara, la sua compagna. Ora ad attenderlo pensa ci sia una sconfinata libertà e innumerevoli avventure. E' un attore giovane, bello, gentile e romantico ma oscilla perennemente tra slanci e resistenze e presto si rende conto di essere libero solo di ripetere sempre lo stesso copione: insomma è una "bomba innescata" sulla strada delle donne che incontra. Le sue relazioni finiscono dolorosamente sempre nello stesso modo, tra inconfessabili pensieri e paure paralizzanti. Questa sua coazione a ripetere un giorno finalmente s'interrompe e intorno a sé si genera un vuoto assoluto. Tommaso ora è solo e non ha più scampo: deve affrontare quel momento del suo passato in cui tutto si è fermato.
  • Altri titoli:
    Il centro del mondo
    L'intelligenza del maschio
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: CARLO DEGLI ESPOSTI PER PALOMAR CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 8 Settembre 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Teo Zampa
Più grande dell'attesa per  il ritorno dietro la macchina da presa di Kim Rossi Stuart c'è solo la delusione per come si è risolto. Dieci anni dopo il toccante esordio in regia con Anche Libero va bene, l'attore e regista italiano sbaglia la seconda concedendosi un intemerato excursus nei dintorni del proprio ombelico.

D'altronde il titolo provvisorio diceva tutto: Il centro del mondo (seguito poi dal meno azzeccato ma altrettanto ludico L'intelligenza del maschio). Come dire: metto le mani avanti ma con ironia, non si dica poi che sono narciso. Ma non è il narcisismo il problema. Ci sono autori che hanno costruito carriere sulle proprie idiosincrasie e vanità, da Allen a, per restare solo in ambito italiano, Moretti.
Modelli a cui Rossi Stuart si richiama esplicitamente, portando in scena le nevrosi, i tic, la gestualità esagerata e l'immancabile analista. E ovviamente se stesso.

Rossi Stuart è Tommaso, Tommaso è Rossi Stuart. L'equazione non sembra prevedere filtri. Il protagonista è un attore bello, richiesto, amato ma anche una persona fragile, irrisolta, incapace di costruire progetti affettivi a lunga scadenza. Di fondo c'è un conflitto antico, un conto lasciato in sospeso con i suoi. Un bambino smarrito. Ma oggi la facciata è solo quella di un uomo che ama troppo le donne senza amarle davvero abbastanza. Così, nell'ordine, il nostro scarica Jasmine Trinca e Cristiana Capotondi. Perde la testa per Camilla Diana, che se lo cucina per benino, e finisce quasi per suicidarsi cercando di tirare giù da un albero un nido di processonaria.

Il tentativo di rifare il morettismo col phisique du role di un bellissimo come Kim Rossi Stuart si rivela velleitario, incapace tanto di divertire quanto di pensare/pensarsi più grande, oltre il circolo vizioso dei personalismi e dell'autobiografia. Ci sono problemi di vario tipo - dalla costruzione drammaturgica alla stessa ridefinizione di Kim Rossi Stuart come commediante, mai veramente convinto per essere anche convincente -  ma a balzare subito all'occhio è l'inconsistenza della sceneggiatura, fatta di sketch ripetitivi, di dialoghi improvvisati, di nudi generosi, di improbabili inserti onirici, di iperboliche esplosioni emotive. Tutto cucito senza speranza, senza guizzo, senza sensibilità cinematografica o poesia. Come se a forza di cercare un posto al sole tra la commedia alla Moretti, la leggerezza di Truffaut e l'intimismo felliniano, Tommaso/Rossi Stuart finisse nel cono d'ombra del tronismo televisivo. E' specularità col Paese anche questa, d'accordo. Ma involontaria, senza diaframma e d'immotivata tristezza.

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON CONTRIBUTO ECONOMICO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA; REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON UNICREDIT FACTORING AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT; CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO; REALIZZATO ANCHE GRAZIE ALL'UTILIZZO DEL CREDITO DI IMPOSTA PREVISTO DALLA LEGGE DICEMBRE 2007, N.244.

- FUORI CONCORSO ALLA 73. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2016); CAMILLA DIANA HA RICEVUTO IL PREMIO NUOVOIMAIE TALENT AWARD COME MIGLIOR ATTRICE ESORDIENTE.

CRITICA

"(...) Kim Rossi Stuart brucia in buona parte un'ottima occasione con Tommaso, ovvero 'io e le donne' (...). Finta autobiografia molto morettiana, film-confessione impudico e sgraziato, ma molto personale e con accenti di grande originalità per il nostro cinema. (...) Più spazio alla Sonia (protagonista femminile) di turno, meno alle nevrosi dei registi, e ne vedremo delle belle." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 7 settembre 2016)

"Tra i molti pregi di Kim Rossi Stuart autore e attore, c'è la conseguenza. Così dopo aver felicemente esordito con «Anche libero va bene» (...), eccolo tornare a un personaggio di quel film, Tommaso, che allora era un bambino e che, avendo subito dei traumi a causa delle continue assenze della madre, adesso da adulto, è costretto a frequentare vari psicoterapeuti perché mettano un po' di ordine nei suoi continui turbamenti. (...) Rossi Stuart, con la maturità espressiva ormai raggiunta, vieta in qualche passaggio possibili ricadute nell'onirico rispettando invece quel limpido realismo cui sono intenzionalmente affidate sia la recitazione sia l'ambientazione, con asciutta sobrietà. Certo un film complesso e non sempre di lettura immediata. Concorre però alla sua lettura proprio Kim Rossi Stuart come attore. Sicuro sempre, sia sui toni alti sia su quelli sommessi. Una interpretazione da premio." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 7 settembre 2016)

"II ritorno alla regia di Rossi Stuart sette anni dopo Anche libero va bene è una commedia su di sé, o quantomeno sui dilemmi di un regista, di un attore, di un maschio italiano. (...) Un personaggio visto con indulgenza ma a tratti anche con fastidio di sé, che entra a contatto con donne variamente vitali, tra cui spicca la giovane 'burina' interpretata da Camilla Diana. Curiosamente come protagonista Rossi Stuart è legnoso, a disagio, ma viene il dubbio che si tratti di una scelta voluta, come a rendere il fatto che Tommaso 'fa l'attore' sempre, mentendo a tutti e a se stesso. Lo spettatore può essere irritato dal narcisismo o conquistato dalla sincerità di questo film scombinato e a tratti divertente. Almeno finché i fellinismi non dilagano, e il tono si fa serioso." (Emiliano Morreale, 'La Repubblica', 7 settembre 2016)

"Buona la prima, ma stecca la seconda: con la sua prima regia «Anche libero va bene», del 2005, l'attore di tanti tra i film più interessanti di questi ultimi anni - da «Vallanzasca» a «Romanzo criminale», da «Le chiavi di casa» a «I giardini dell'Eden» - aveva dato prova di una buona mano registica e una capacità di scrittura notevoli, doti che sembrano essere scomparse in questa sua seconda regia. «Tommaso», da lui diretto e interpretato, ruota tutto intorno allo stesso attore che mette in scena se stesso alle prese con i suoi problemi con le donne, citando inutilmente Bergman, Allen e Moretti. Sarà buona la prossima." (Andrea Frambosi, 'L'Eco di Bergamo', 7 settembre 2016)

"Spiacerà perché Rossi Stuart regista funziona meno che nel film d'esordio. E il Kim attore è fuori da una parte che reclamava un mattatore." (Giorgio Carbone, 'Libero', 8 settembre 2016)
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