The Eagle

GRAN BRETAGNA, USA - 2011
II sec. a.C. Marcus Aquila, un valoroso centurione, accompagnato dal suo fedele servitore celtico Esca, per riscattare l'onore di suo padre decide di indagare sulla misteriosa sparizione della Nona Legione romana, inviata quindici anni prima a conquistare i territori della Britannia.

CAST

CRITICA

"Batman e Robin sono tornati. Il secolo d. C., il romano Marco Aquila (Tatum) e il fido schiavo Esca (Bell) imperversano al di qua e al di là del Vallo Adriano per riabilitare la memoria di papà Aquila. Ma non solo, le scorribande sono di genere, perché l'oggetto del desiderio è l'Aquila della Nona Legione, ovvero, l'uccello. E né il regista Kevin MacDonald - talentino già sacrificato sull'altare del mainstream - ne gli attori fanno nulla per dissipare il dubbio, pardon, il sot-totesto: gay pride, anzi, gay tribe, frullati tra 'Il gladiatore' e 'Apocalypto', shakerati tra 'Brotherhood' e 'Brokeback Mountain', con la noia per assoluta protagonista, una sintomatica ferita slabbrata per antagonista e la tribù delle Foche (!) per villain. E le donne? Solo due, e se le guardi ti menano. Tratto da 'La legione scomparsa', rimane un carrozzone fantastorico ma noioso per davvero, con inserti sfocati d'autore, peloso cameratismo e un dubbio per adepti: meglio il macho Tatum o l'efebico Bell?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 15 settembre 2011)

"Si prosegue con un soldato deciso a riscattare il padre, comandante svanito nel nulla con un'intera legione (qui i precedenti si sprecano). Si finisce in un crescendo di scontri sanguinosi contro gli Uomini-Foca, selvaggi vestiti di pelle che vivono in capanne e usano make-up psichedelici. Un po' come i pellerossa, anche se siamo nel 120 d.C. in Britannia del Nord. Tutto 'The Eagle' del resto, tratto dal bestseller di Rosemary Sutcliff 'La legione scomparsa' (Mondadori), guarda all'epopea western, irrobustita con dosi urto di cinema d'azione, ma senza computer graphics e altre barbarie moderne. La cosa più bella sono le battaglie, la più debole i rapporti tra i personaggi; il valoroso soldato Channing Tatum; il prigioniero che ha salvato dalla furia di un gladiatore e ora gli fa da scout in quelle terre selvagge (Jamie Bell, il ballerino di 'Billy Elliot'); e lo zio Donald Sutherland, che sembra caduto lì da un altro film. MacDonald ci sa fare. Ma al film mancano un centro emotivo forte e vere ambizioni." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 settembre 2011)

"Probabilmente sulla scia del successo di vendita di certi romanzi, si è creato a Hollywood un filone di film di ambiente greco o romano - realizzati in maniera meno ruspante dei peplum nostrani degli Anni 50 - dove su un soggetto a base storica si innesta un'avventura di fantasia, se non addirittura un fantasy. (...) Kevin MacDonald, il regista di 'L'ultimo re di Scozia', sceglie la strada di una impaginazione naturalistica nel suggestivo paesaggio scozzese, dando il giusto risalto alle componenti celtiche e sassoni del racconto; e dimostra buona mano nelle scene di battaglia. Tuttavia storia e caratteri rimangono abbastanza ingenui, il che rende il prodotto più indicato per un pubblico di ragazzini." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 settembre 2011)

"Piacerà a coloro che hanno nostalgia dei vecchi 'peplum' e accorrono a ogni revival specie quando sono firmati da registi degni di rispetto (Kevin MacDonald di 'L'ultimo re di Scozia'). Cast di quasi sconosciuti, comunque confortati (loro e gli spettatori) dalla sorniona presenza di Donald Sutherland." (Giorgio Carbone, 'Libero', 16 settembre 2011)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy