Teresa la ladra

ITALIA - 1973
Teresa Numa, nata ad Anzio da una famiglia numerosa, si trova costretta ad abbandonare la casa paterna e a cercare lavoro. Lasciati dieci posti in sette anni, finisce per fare la sguattera a casa del capostazione, il cavalier Nardecchia a Campo di Carne. Qui genera un figlio ma riesce a sposare Sisto, padre della creatura, solo diversi anni dopo. Poiché il marito, convinto fascista, muore nel corso dello sbarco degli Alleati in Sicilia, Teresa si trasferisce momentaneamente a Roma dove incomincia a vivere di espedienti e entra nel giro di alcuni ladruncoli. Finita in prigione nell'imminenza della "liberazione", quando ne esce tenta inutilmente la fortuna a Livorno, a Genova e a Milano. Tornata di nuovo a Roma, finisce prima in carcere poi addirittura in manicomio e si lega prima a Tonino Santità, autista di un ministro, e poi al ladruncolo Ercoletto. Dimessa dal manicomio criminale, invecchiata e semidistrutta, torna ad Anzio per riassaporare un po' di illusoria felicità nei campi fioriti che la videro bambina.

CAST

NOTE

- ESORDIO REGISTICO DI CARLO DI PALMA.

- NEL FILM E' INSERITA UNA SEQUENZA DI "IL PONTE DI WATERLOO" DI MERVIN LEROY (1940) CON VIVIEN LEIGH E ROBERT TAYLOR.

CRITICA

"Da un libro di Dacia Maraini, l'esordio della regia di Carlo di Palma, molto più apprezzato, come direttore della fotografia. Neanche il virtuosismo di Monica Vitti riesce a salvare il film da uno squallore che non lascia intravedere alcun segnale positivo." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv')

"Si tratta di una specie di antologia del colore che, se può essere comprensibile come saggio letterario, pecca di credibilità psicologica e narrativa nel film." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 86, 1979)
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