Tempo di villeggiatura

ITALIA - 1956
In un paesetto in collina, a quaranta chilometri da Roma, viene aperto un albergo e ben presto vi affluiscono i villeggianti. Si tratta naturalmente di un pubblico vario, di persone tra loro molto diverse per età, condizione educazione, temperamento. C'è una bella signora, ex ballerina, giunta in macchina col marito, il quale deve rientrare in città, richiamato dai suoi affari. Per occupare piacevolmente la villeggiatura la signora Dolores non sa immaginare nulla di meglio di un'avventura sentimentale: tenta infatti di adescare Checco, l'autista dell'albergo, che si lascerebbe tentare se l'improvviso ritorno del marito e la successiva partenza di Dolores non troncassero l'idillio sul nascere. Nell'albergo ci sono due studenti in medicina, Luciano e Gianni, il primo dei quali è figlio del capocameriere, ma tiene nascosta questa circostanza. C'è ancora una famiglia borghese con la figlia, Silvana, fidanzata a Fabrizio, uomo d'età matura, che viene a trovarla ogni settimana. Luciano s'innamora di Silvana che ricambia il suo affetto e decide di lasciare Fabrizio. Della varia società riunita nell'albergo, fa parte anche uno scapolo attempato, venuto in cerca di quiete, il quale tra i compagni e le compagne di villeggiatura, scopre una signorina presso a poco sua coetanea dalla quale si sente attratto. Tra i due fiorisce un idillio che minaccia di finire bruscamente quando la signorina scopre che il suo eroe ha l'abitudine di russare. Ma lo scapolo prende una decisione eroica: si farà togliere adenoidi e tonsille e allora l'amore non incontrerà più ostacoli.

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1956 A MARISA MERLINI COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Il lavoro comprende alcune interessanti sequenze, ma risulta in complesso alquanto frammentario. Il regista è riuscito a riprodurre felicemente l'ambiente con la sua atmosfera caratteristica, ma insiste eccessivametne su temi indubbiamente sfruttati. Ben riuscite le sequenze garbatamente umoristiche, che riguardano l'idillio dei due villeggianti attempati. Buone le interpretazioni di De Sica, della Merlini, Di Carotenuto." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 40, 1956)

"L'arte di far commedia è tuttavia concessa a pochi eletti. pur marciando sul terreno sicuro della scena dialettale, il regista (...) non è riuscito a montare al punto giusto la maionese." (Piero Bianchi, "Il Giorno", 19 ottobre 1956).
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