Sulle mie labbra

Sur mes lèvres

FRANCIA - 2001
Sulle mie labbra
Carla Bhem lavora come segretaria in una società immobiliare. E' quasi sorda e legge le parole sulle labbra degli altri. Lui è un ex carcerato, rozzo e sbrigativo. Lei lo assume e vuole aiutarlo. Lei conosce le buone maniere, lui invece conosce bene solo il proprio mondo. I due decideranno di aiutarsi scambiandosi le rispettive capacità. Lei potrà così vendicarsi delle ingiustizie subite, lui riuscirà a cambiar vita.
  • Altri titoli:
    Read My Lips
  • Durata: 115'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, THRILLER
  • Produzione: CANAL+, CNC-CENTRE NATIONAL DE LA CINEMATOGRAPHIE, CINE' B, FRANCE 2 CINEMA, PATHE' IMAGE PRODUCTION, SEDIF PRODUCTIONS
  • Distribuzione: NEXO
  • Data uscita 3 Maggio 2002

NOTE

- 3 PREMI CESAR 2OO2: PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA, L'ATTRICE PROTAGONISTA E IL MIGLIOR SUONO.

CRITICA

"Con un soggetto simile in America avrebbero fatto un thriller tutto azione e colpi di scena. Ma fortunatamente il cinema francese da qualche tempo è in stato di grazia: e così 'Sulle mie labbra', terza regia di Jacques Audiard, figlio del grande sceneggiatore Michel, è una storia d'amore in cui nessuno fa l'amore. Un giallo dove i sentimenti contano più dei delitti anche se i due protagonisti non potendo amarsi si sfruttano a vicenda. Un film centrato su due figure memorabili che però non cade nella sociologia o nel pietismo. Grazie a due interpreti straordinari e a una regia che ci porta davvero 'dentro' Carla a colpi di soggettive sonore, di rapidi scorci sapienti. O di soluzioni desuete ma molto efficaci (quei giochi di luce che stringono Carla in primo piano vengono addirittura da Dreyer)". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 3 maggio 2002)

"Tre dei maggiori premi cinematografici di Francia, i César 2002, sono andati a questa commedia agra, thriller e insieme storia d'amore, interpretata benissimo, di intensa e inedita sensualità (...) La premiata protagonista Emmanuelle Devos, sinora poco nota, è davvero molto brava". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 3 maggio 2002)

"Audiard non spreca quasi nulla, va dritto alla sintesi della scena, respira con i suoi protagonisti, accarezza la loro vitalità, destinata dagli altri al peggio. Un piccolo grande film emotivo ed emozionante, senza digressioni e concessioni, da non perdere perché capace di conciliare quoziente intellettivo, affettivo e cinefilo." (Piera Detassis, 'Panorama', 16 maggio 2002)
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