Straziami, ma di baci saziami

ITALIA, FRANCIA - 1968
Marino Balestrini, barbiere originario di Alatri, si invaghisce di Marisa Di Giovanni, una ragazza conosciuta durante una gita a Roma. Mario si trasferisce a Sacrofante, nelle Marche, il paese di Marisa, e la conquista. Poiché però il padre di lei nega il suo consenso alle nozze, i due decidono di suicidarsi sotto a un treno, ma l'intervento del macchinista sventa il proposito. Morto il padre, niente sembra opporsi alla felicità dei due giovani, ma Adelaide, proprietaria della pensione in cui alloggia Marino, insinua nella mente di lui sospetti sul passato di Marisa. Offesa, la ragazza abbandona il paese per raggiungere Roma. Scoperta la verità, Marino va a Roma dove cerca Marisa inutilmente, finché, rimasto senza lavoro, non decide di gettarsi nel Tevere. La foto del suo salvataggio finisce sui giornali e capita sotto gli occhi di Marisa. La ragazza va a trovarlo in ospedale, ma ormai è troppo tardi: ha sposato con un altro, un sarto sordomuto. Ai due giovani amanti, baciati dalla fortuna grazie al gioco del Lotto non rimane che ordire un piano per sbarazzarsi del terzo incomodo, ma...

CAST

CRITICA

"Il film, vivace e colorito, è tra i migliori di Dino Risi. Briosamente impastato di ironia e tenerezza, ribalta i luoghi comuni del fumetto in un paradosso che riceve note sarcastiche dai molti rimandi alla cronaca. (...) Servito da foto e scenografie sempre indovinate, interpretato con giusta misura da un Nino Manfredi in buona forma, da un Tognazzi irresistibile (...) è un festoso trastullo carico di sorprese: campanellini e fiocchi, pruriti e sorrisi con in vetta uno spillo. Si ride e ci si punge." (Giovanni Grazzini, "Corriere della Sera", 9 ottobre 1968)

"Originale e divertentissima commedia rosa di Dino Risi, che su un copione scritto da Age e Scarpelli, sbeffeggia la letteratura popolare, cominciando già dal titolo, un celebre verso di 'Creola' canzone simbolo degli anni Trenta. Se il pezzo forte sono i dialoghi mutuati dai fotoromanzi, i due protagonisti maschili sono strepitosi, anche se Nino Manfredi è sicuramente un po' troppo vecchio per la parte". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 marzo 2001)
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