Storie di ordinaria follia

ITALIA, FRANCIA - 1981
Charles Serking, poeta, vaga da una città all'altra dell'America, invitato a tenere discorsi o a recitare improvvisate composizioni su diversi argomenti. Si muove però a fatica e controvoglia: soltanto Los Angeles è il luogo ideale per una vita disordinata e senza schemi, come la sua. Los Angeles con il sole, il mare, i quartieri periferici, i bar dove è possibile nascondersi, evitare la realtà esterna e il contatto con gli altri. Così ogni giorno comincia e finisce con in mano una lattina di birra o una bottiglia di vino: in mezzo poco altro. Ora la nevrosi latente conduce Serking a violenti litigi con la ex moglie, che gli paga l'affitto di casa, ora un'illusoria ricerca della novità gli fa seguire una donna vista per strada fino a rimanerne egli stesso preda e vittima e a finire in prigione, ora un disperato bisogno di equilibrio esistenziale si riversa in poesie scritte di getto ad una arrugginita macchina per scrivere o annotate su foglietti il più delle volte destinati a perdersi. Chi è dunque Charles Serking? Un poeta, un artista o un relitto umano? Nemmeno lui è in grado di dirlo: forse è soltanto un uomo che aspira ad una vita diversa, ad una dimensione interiore più calma e pacificata. Un traguardo impossibile, che sembra all'improvviso avvicinarsi, quando nel solito bar Serking incontra Cass, una donna come lui alla deriva, una prostituta, ma dallo sguardo misterioso e affascinante, la "ragazza piu' bella della città". Il rapporto che subito li lega è l'esatto contrario di ciò che i due vorrebbero: più cercano pace, riposo, tranquillità, più l'ansia li divora, tensione e soddisfazione li mettono l'uno contro l'altra, fino a sfociare in Cass in una volontà di lenta autodistruzione fisica. Serking è sconvolto dal senso totale di rinuncia di cui è preda Cass, e cerca di fuggirne, prima cercando il contatto con una donna del tutto diversa, corpulenta e sanguigna, poi passando la notte in un dormitorio pubblico per poveri e mendicanti, infine accettando l'invito di una casa editrice a recarsi a New York. Ma qui le residue illusioni svaniscono: il lavoro dietro la scrivania non è sopportabile, scrivere poesie su ordinazione è un assurdo controsenso e il clima freddo di New York rende tutto più arduo e difficile. Serking torna a Los Angeles, cerca Cass, gli dicono che si è uccisa, tagliandosi la gola. Che fare a questo punto? A chi rivolgersi? L'ultimo rifugio per Serking è di nuovo vicino al mare, nella vecchia pensione dove da giovane scrisse i primi componimenti poetici. E di fronte al mare tutto ricomincia, o tutto finisce: una ragazza si avvicina, riconosce il poeta, gli chiede una poesia. Il poeta la guarda, esita, poi pronuncia alcuni versi, cercando disperatamente di aggrapparsi all'acerba giovinezza della sua ammiratrice. Ma è la speranza di un attimo, forse l'equilibrio interiore non esiste e in questo mondo l'unica saggezza rimane la follia.
  • Altri titoli:
    Conte de la folie ordinaire
    Tales of Ordinary Madness
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE COLORE
  • Tratto da: romanzo omonimo di Charles Bukowski (Ediz. Feltrinelli)
  • Produzione: JACQUELINE FERRERI PER 23 GIUGNO CINEMATOGRAFICA (ROMA), GINIS FILM, ALPES INTERNATIONAL (PARIGI)
  • Distribuzione: TITANUS - MANZOTTI HOME VIDEO, VIVIVIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO
  • Vietato 14

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1982 PER LA MIGLIOR REGIA.

- DAVID DI DONATELLO 1982 PER LA MIGLIOR REGIA (MARCO FERRERI), MIGLIORE FOTOGRAFIA (TONINO DELLI COLLI), MIGLIORE SCENEGGIATURA (SERGIO AMIDEI E MARCO FERRERI), MIGLIOR MONTAGGIO (RUGGERO MASTROIANNI).

CRITICA

"Immagini molto sincere, rappresentazione veritiera e autentica di un mondo di emarginati e degli ambienti in cui vivono, sono alla base di questo film di Marco Ferreri, che, forse più dei suoi precedenti, porta alle estreme conseguenze certe meditazioni pessimistiche dell'autore sulla vita e sul destino dell'uomo. Com'è noto, la figura del protagonista Serking è ispirata con notevole aderenza a quella di Charles Bukowski (...). Quanta arte (ossia materia capace di durare nel tempo) ci sia nelle opere di Bukowski è tanto difficile dire quanto lecito dubitarne. Con maggiore sicurezza si può invece affermare che, scegliendo tra i tanto racconti del nostro autore e corredandoli con alcune sue poesie, Marco Ferreri e il compianto Sergio Amidei hanno invece elaborato una sceneggiatura densa e compatta, che poi la regia dello stesso Ferreri ha visualizzato in un lirismo freddo e crudo, aspro e scontroso, senza margini di speranza o spiragli di salvezza. Serking e Cass, personaggi totalmente negativi, diventano così i prototipi di un mondo altrettanto negativo, in cui la sola certezza è il rifiuto delle regole costruite. Coerente con questa impostazione, Ferreri fa leva sulla bravura di un attore come Ben Gazzara, sul volto magnetico di Ornella Muti e sulla livida fotografia di Tonino Delli Colli per mostrare una schiera di uomini e donne perduti, quasi malati." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 91, 1981)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy