Questi fantasmi

ITALIA - 1967
Questi fantasmi
Secondo una credenza popolare, in un antico e disabitato palazzo napoletano si aggirerebbero dei fantasmi. Il proprietario dello stabile, per sfatare la leggenda, concede gratuitamente l'uso del palazzo a un modesto corista, Pasquale Lojacono, che vi si trasferisce con la moglie Maria. Quest'ultima ha un ricco spasimante, Alfredo, il quale, desiderando che la donna di cui è innamorato viva nell'agiatezza, le invia frequentemente denaro e cibo. L'ingenuo Pasquale attribuisce il dono alla generosità dei fantasmi che lo hanno preso in simpatia; ma il suo atteggiamento fa credere a Maria che egli, pur conoscendo la vera provenienza dei regali, faccia finta di nulla per goderne in santa pace. Allora Maria, risentita per il comportamento del marito, decide di fuggire con Alfredo. Pasquale si rende conto dell'equivoco di cui è rimasto vittima e per salvare la faccia di fronte all'opinione pubblica, finge di uccidere Maria, la quale è ormai convinta della buona fede del marito. Questi sconta i pochi anni di condanna a cui è condannato per i motivi d'onore che hanno provocato l'"uxoricidio" e una volta uscito di prigione parte con la moglie alla volta della Scozia, dove trova lavoro come cameriere in un castello infestato da autentici fantasmi.
  • Altri titoli:
    Fantômes à l'italienne
    Ghosts - Italian Style
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Tratto da: liberamente ispirato alla commedia omonima di Eduardo De Filippo
  • Produzione: CARLO PONTI PER COMPAGNIA CINEMATOGRAFICA CHAMPION (ROMA); LES FILMS CORONA (PARIGI)
  • Distribuzione: TITANUS - GENERAL VIDEO, SAN PAOLO AUDIOVISIVI

NOTE

- MARCELLO MASTROIANNI APPARE SOLTANTO NELL'ULTIMA INQUADRATURA DEL FILM.

CRITICA

"Del testo originario ben poco è rimasto in questa libera quanto modesta trasposizione cinematografica. Il sottofondo amaro della commedia - tipico del teatro eduardiano - è stemperato nel film in un macchiettismo superficiale e di maniera, con ampie concessioni al cattivo gusto e alla volgarità." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 64, 1968)

"Dalla commedia di Eduardo De Filippo, con discutibili cambiamenti nel finale". ('Venerdì di Repubblica', 21 luglio 2000)
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