OLTRE LA PORTA

ITALIA - 1982
La intricata vicenda si dipana faticosamente attorno ad una ragazza, Nina, appartenente ad una famiglia italiana da tempo emigrata in Marocco. Il patrigno Enrico, è in carcere sotto l'imputazione di aver ucciso la madre di Nina, che lo aveva sposato in seconde nozze. Si saprà alla fine che la donna si era suicidata avendo scoperto che questo secondo marito era l'amante di Nina. Questa, al corrente dei fatti, tiene il patrigno in carcere per poterlo dominare e possedere esclusivamente. A tale scopo lo fornisce del molto denaro necessario a trasformare il carcere in un regime di semilibertà; tiene segregata nella sontuosa villa la nonna impedendole di far ottenere al carcerato il perdono giudiziario, con la complicità di Sarah, una domestica che a sua volta ha da nascondere una lebbra incipiente. Il denaro Nina se lo procura organizzando, a beneficio dei turisti, sopralluoghi in locali dove dominano la droga e le perversioni del sesso. Un giovane americano, Matthew, se ne innamora, riesce ad avvicinare la nonna di Nina e a farla incontrare con il carcerato che, ottenuto il perdono, riacquista la libertà. Matthew e Nina si sposano e si stabiliscono in Italia. Qui li raggiunge Enrico e la ragazza, morbosamente attratta verso di lui, lascia Matthew e va a vivere con il patrigno che, ormai vecchio e depresso, non ha più bisogno del carcere per appartenerle anima e corpo.

CAST

CRITICA

"Reduce dall'affresco della "Pelle", la Cavani torna, infatti, ad incamminarsi sulla via tortuosa e talvolta allucinata che più è sua: in questo caso, non lontano dal "Portiere di notte", sulla via dell'analisi del rapporto amoroso, che le sembra caratterizzato da una sorta di sequestro reciproco, dalla voluttà di appropriarsi per sempre del partner, costi quello che costi." (G.Grazzini - Cinema '82)
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