Non si ruba a casa dei ladri

ITALIA - 2016
Storia della a riscossa di un cittadino onesto, Antonio che si vendica di Simone, un intrallazzatore disonesto. Antonio inizialmente vorrebbe denunciarlo, ma poi, conoscendo l'Italia, un paese nel quale l'iter della giustizia è lunghissimo e spesso incerto, decide di vendicarsi in un'altra maniera: scopre che il suo nemico ha nascosto in una banca svizzera i proventi delle sue malefatte e decide di organizzare un "colpo" per riprendersi quello che gli è stato rubato. Una grande truffa ai danni di un disonesto della politica. Per compiere l'impresa, perché d'impresa si tratta, Antonio mette su una piccola banda, formata da non professionisti i quali hanno in comune una sola cosa: anche loro sono stati truffati dalla politica corrotta. Il colpo si svolge a Zurigo dove ha sede la banca nella quale Simone ha nascosto i soldi. Con una serie di imprevedibili e divertenti risvolti, e con una buffa sostituzione di persone, parte un meccanismo comico ad orologeria. E il colpo ha inizio...

CAST

NOTE

- PRODUTTORI ESECUTIVI: ENRICO E CARLO VANZINA.

CRITICA

"Nonostante qualche gag da querela (...) il nuovo film dei Vanzina (...) ha un suo tempismo quasi giallo che lo difende da cadute e inadempienze di sceneggiatura. Attori tutti in gioco, saltando di classe sociale, ma nelle sabbie mobili del trash: simbolo di neo volgarità ignorante, Manuela Arcuri funziona come spot in coppia con Massimo Ghini, che aveva iniziato con Schiller. Salemme e Stefania Rocca portano avanti il piano alla Dürrenmatt in un gioco di banche e cassette." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 3 novembre 2016)

"Dalla Camilluccia all'Alberone, come sintetizza una battuta del film, passando per la Svizzera. E per una trama acchiappatutto che cita i classici della commedia italiana, ma anche successi più recenti come l'irresistibile 'American Hustle' (e tante altre 'stangate' americane). Senza la profondità di quella grande commedia sulle maschere, ma con un copione solido e vivace che regala a tutto il cast occasioni di divertimento. Estraendo dalle retrovie di Mafia Capitale una storia di corruzione e vendetta senza età che però calza come un guanto al presente. In un cinema sempre più protetto, per buone e cattive ragioni, e sempre meno popolare, i fratelli Vanzina sono forse l'ultima 'ditta' che lavora ai ritmi frenetici di una volta. Il che significa confrontarsi continuamente con l'attualità senza cadere nelle imitazioni, già inflazionate in tv, ma senza nemmeno potersi permettere invenzioni troppo elaborate. Il segreto di questo cinema sta nella variazione, arte meno facile di quanto sembri, ovvero nella capacità di combinare in modo sempre nuovo un numero definito di ruoli, caratteri, accenti, situazioni." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 3 novembre 2016)

"Piacerà anzi alzerà l'indice di gradimento normalmente riservato ai film dei Vanzina. Merito della fattura. Che è ampiamente sopra lo standard di tutti i coinvolti. Dallo script (battute pungenti come non è facile sentire) ai componenti di un cast sulla carta non entusiasmante ma che qui entusiasma. Mattioli dopo 42 anni in cinema s'impone come una «maschera» che avrebbe fatto schiattare d'invidia pure Aldo Fabrizi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 3 novembre 2016)

"Spassosa commedia dei Vanzina, puntuali cantori del costume che cambia, stavolta pronti a irridere l'Italia dei disonesti. (...) Un film troppo simile al loro stesso 'In questo mondo di ladri' di dodici anni fa. Però si ride e tanto (o poco?) basta." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 3 novembre 2016)
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