Nirvana

ITALIA - 1997
Nirvana
Mancano tre giorni a Natale in una zona dell'agglomerato del Nord in un anno imprecisato del futuro prossimo venturo. Jimi, creatore di videogiochi, lavora per la multinazionale Okosama Starr, che proprio per Natale metterà sul mercato il suo più recente gioco, Nirvana. Jimi è stato lasciato da Lisa, che è sparita, ed è molto triste. Si accorge in ritardo che il computer sul quale sta lavorando è malato: un virus elettronico ha fatto impazzire il programma Nirvana e Solo, il protagonista del videogioco, ha capito di essere un personaggio virtuale in un mondo finto, dove dovrà ripetere all'infinito le stesse azioni. Solo chiede a Jimi di liberarlo da quella schiavitù e di cancellarlo. Jimi accetta, pensando che in tal modo potrà forse rtrovare anche la sua Lisa. Bisogna entrare nella banca dati della Okosama e, per fare questo, Jimi si allea con Joystick, abituato a volare sopra le reti informatiche e ad entrare nelle banche dati, e con Naima, esperta di hardware, che ha perso la memoria e può inserirsi in testa soltanto ricordi artificiali. Comincia così un viaggio lungo e pericoloso nei quartieri degradati dei vari agglomerati, in una lotta contro il tempo e lo strapotere della multinazionale. Quando Jimi apprende che Lisa è morta, decide che è il momento di portare a compimento il progetto. Incalzato dalle guardie, all'ultimo cancella il gioco e anche Solo che lo saluta, ringraziandolo. Poi annulla anche se stesso.
  • Durata: 111'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Produzione: VITTORIO E RITA CECCHI GORI PER LA C.G.G. TIGER CIN.CA
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1997.

- DAVID DI DONATELLO 1997 PER MIGLIORE FONICO DI PRESA DIRETTA (TULLIO MORGANTI).

CRITICA

"Nirvana di Gabriele Salvatores è un film che deluderà diversi critici e spettatori e altri ne manderà contenti. Ci sono, da segnare al suo attivo, la ricerca di un cinema fantastiche che si è sempre stato ostile e lo sforzo produttivo di affrontarlo; un intelligente uso degli spazi scenografici e, in particolare, dei colori (davanti a certi quadri dell'ultimo capitolo, quando Jimi - il protagonista - si avvicina alla meta, si pensa a Mondrian e a Casorai); movimenti di macchina calcolatissimi, tali da far sbiadire la scaltrezza dei cineasti hollywoodiani. Ma ci sono, da porre al passivo, uno scarto fra volontarismo e ispirazione artistica, un'evidente resistenza del "genere" all'autore che si manifesta nell'organizzazione stessa dei materiali narrativi". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 24 genanio 1997)

"Nirvana è un film spettacolare e di presa immediata, coinvolgente,un esempio di fantascienza sociologica, molto ciber, che rielabora con originalità suggestioni mutuate da autori della letteratura e della saggistica cibernetiche, come Philip K. Dick, Norman Spinrad, Norbert Wiener. Ma ci sono dentro anche la psichedelia di William Borroughs e Timothy Leary, i profeti "acidi" passati direttamente dall'Lsd a Internet, rapiti dalle "finestre" che la realtà virtuale potrebbe aprire sulle coscienze". (Oscar Iarussi, 'La Gazzetta del Mezzogiorno', 24 gennaio 1997)
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