Metti la nonna in freezer

ITALIA - 2018
2/5
Metti la nonna in freezer
Il più incorruttibile e maldestro dei finanzieri, Simone Recchia, si innamora perdutamente di Claudia, una giovane restauratrice che vive grazie alla pensione della nonna. Quando la nonna improvvisamente muore, per evitare la bancarotta, Claudia, con la complicità delle sue amiche, pianifica una truffa per continuare ad incassare la pensione...
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: RED EPIC DRAGON, (2K)/REDCODE RAW (5K), DCP (1:2.35)
  • Produzione: FRANCESCA CIMA, NICOLA GIULIANO, CARLOTTA CALORI PER INDIGO FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2018)
  • Data uscita 15 Marzo 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
All’epoca del reddito di cittadinanza (ancora una controversa promessa) e delle tasse che stritolano gli italiani (una certezza quotidiana), la commedia prova a dare qualche stravagante consiglio per arrivare a fine mese. Da non prendere alla lettera, s’intende. Il consiglio dei registi Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi è chiaro: Metti la nonna in freezer. Si scherza, ma ciò che lascia sbalorditi è che qualcuno ci abbia pensato davvero, non molti anni fa, nei pressi di Cuneo.

Qui la storia viene romanzata, adattata per il grande schermo. Claudia è una bella restauratrice in bolletta. La sua piccola azienda rischia la bancarotta, anche perché i musei non la pagano per il suo lavoro. Lei e le sue due dipendenti, amiche svitate anche nel tempo libero, resistono con la pensione della nonna, una vecchina tutto pepe con uno strano accento tedesco. Ma un giorno l’anziana signora muore d’infarto e, oltre al dolore per la perdita (che non è neanche troppo), il rischio è di non avere più i soldi per mangiare.



La soluzione è solo una: non dichiararne la morte e continuare a incassare. Le tre la congelano in un freezer molto vintage e pensano di averla fatta franca, ma non hanno fatto i conti con un timido maresciallo della Guardia di Finanza. Lui si innamora di Claudia e il rischio è di finire tutti in galera. Che ne sarà della vecchina?


 

La coppia formata da Miriam Leone e Fabio De Luigi cerca di sprigionare scintille, regalando qualche innocua risata, in una black comedy che, con qualche accortezza in più, avrebbe anche potuto funzionare. I giovani Fontana e Stasi provengono dal web, dal successo del spoof trailer Inception_Berlusconi, subito virale su Youtube.



I due mantengono l’anima della rete, con un taglio pubblicitario: montaggio veloce, continui ammicchi alla platea, scene brevi e sketch serrati come ingredienti principali, con i personaggi ridotti a macchiette. Il film risente in tutto e per tutto dell’opera prima Amore oggi, che nel 2014 ebbe anche un certo successo.


 

In Metti la nonna in freezer, la satira del nostro tempo resta purtroppo sullo sfondo. Fontana e Stasi hanno costruito la loro carriera prendendo in giro la politica e le sue contraddizioni, cimentandosi con il linguaggio dell’instant doc e collaborando con alcuni programmi televisivi della stessa linea. La loro ultima impresa non ha un taglio da piccolo schermo, ma spinge l’acceleratore sul demenziale e sulle situazioni al limite. L’idea della signora in ghiacciaia si esaurisce troppo presto, lasciando il posto a svolazzi romantici e ad alcune gag che tendono all’esasperazione. Provare per credere. E mi raccomando: non rifatelo a casa! Altrimenti a breve lo Stato troverà il mondo di far pagare le imposte anche “ai surgelati”.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: VIOLA PRESTIERI.

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2018 PER: MIGLIORE COMMEDIA, MIGLIORE ATTRICE COMMEDIA 2018 (BARBARA BOUCHET E MIRIAM LEONE).

CRITICA

"(...) un'escalation sentimentale col morto nell'Italia della crisi e delle scorciatoie: la mettono in piedi i viral-multimediali Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi in una commedia affilata che spesso diverte con repentini e inattesi strappi demenziali e qualche intraprendenza di regia. Niente di usuale in ogni caso, nella combinazione tra il classico inseguirsi dei sentimenti e una maniera un po' diversa di proporlo, preferendo il grottesco e talvolta lo slapstick all'innocuo processo narrativo di genere. Un bell'aiuto lo danno le musiche: trafiggono, nel repertorio, la Moriarty di 'Jimmy' e i Timber Timbre del folk strapazzato di 'Demon Host'." (Claudio Trionfera, 'Il Messaggero', 15 marzo 2018)

"Ahi, ahi, non basta una buona idea di partenza per reggere un intero film. (...) Si ride poco nonostante la simpatia di Fabio De Luigi. Un plauso a nonna Barbara Bouchet, forse per la prima volta sempre vestita." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 15 marzo 2018)

"Spiacerà a chi proprio non gradisce gli sconfinamenti nella farsa macabra, un sottogenere che i nostri registi proprio non riescono a praticare." (Giorgio Carbone, 'Libero', 15 marzo 2018)
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