LO CHIAMEREMO ANDREA

ITALIA - 1972
Paolo e Maria Antonazzi, insegnanti in una scuola elementare di Roma, si vogliono bene, ma si dolgono di non avere un figlio. Stanco di sentirsi dire dalla moglie che la colpa è sua, l'uomo si decide a consultare uno specialista svizzero, il quale sentenzia, invece, che la mancata maternità di Maria dipende da una sua imperfezione organica. Si tratta di cosa da poco, rimediabile con l'esercizio fisico, l'aria buona, la serenità. Visto che la loro casa, come la scuola, sorge accanto a un cementificio, che rende l'atmosfera irrespirabile, Paolo installa in camera da letto una tenda a ossigeno, e si presta pazientemente a soddisfare la moglie - che crede di sentire qual è il momento giusto per restare incinta - anche nei luoghi e nelle ore più impensate. Finalmente la notizia tanto attesa: Maria aspetta un bambino. "Lo chiameremo Andrea" annuncia trionfante a Paolo, e dal quel momento si gode l'interminabile serie di rallegramenti degli amici e colleghi. Ma la sua gravidanza, purtroppo, è solo immaginaria: quando se ne accorge, ella trova il coraggio di confessarlo al marito soltanto dopo aver consultato una chiromante, che le consegna un afrodisiaco e le impone di fare l'amore con Paolo in una notte di plenilunio. Il filtro viene bevuto per errore da un collega del marito; quanto all'altra condizione perchè Maria resti incinta, sembra valida.

CAST

CRITICA

"La coppi Zavattini-De Sica, fresca a dispetto dei settanta da entrambi valicati, affronta il problema della coppia senza figli con piglio più patetico che poetico. Il film resta quindi alla superficie del dramma ma ad un livello di buonissimo divertimento, in cui si stemperano anche le amarezze di fondo."
(G. Castellano, Il Resto del Carlino, 28.10.1972)
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