La sposa era bellissima

ITALIA - 1986
La sposa era bellissima
Tra i lavoratori italiani emigrati in Germania in cerca di occupazione, ve ne sono anche molti di Cammarata un paesino del sud della Sicilia. Ma due non tornano mai a casa, neppure in occasione della festa del paese, e sono il marito della bella Carmela e quello di Maria (che fa l'assistente a un dentista e vive con Giuseppe, il figlio adolescente che stravede per lei). In paese lavora Sergio, un giovane medico milanese, che comincia con il fare a Maria una corte discreta e finisce poi con l'innamorarsene perdutamente - sinceramente ricambiato - malgrado la iniziale gelosia del ragazzo, in perenne attesa di conoscere quel suo lontano padre (che, a quanto dice la gente del posto, in Germania ha moglie e figli). Mentre tra Giuseppe e Giovanna, una simpatica ragazzina dell'oratorio, fiorisce un tenero idillio, Maria e Sergio danno sfogo ai propri sentimenti. Ma Maria si ammala, dovrà essere inviata all'ospedale e morirà, così lontana, lasciando in lacrime il figlio e Sergio. Giuseppe decide allora di partire per Monaco di Baviera: vuole vedere il padre e, quando lo trova confessa che era andato lassù per ucciderlo. Tuttavia il padre gli appare per quello è: un poveraccio, senza lavoro, con una moglie ostica e tre ragazzetti; un uomo ancora giovane, ma praticamente finito. Non resta a Giuseppe, ormai disarmato dei suoi tristi propositi, che tornare nella sua Sicilia: gli eventi lo hanno fatto crescere e potrà darsi da fare là dove è nato. E poi c'è Giovanna che gli sorride con affetto.
  • Altri titoli:
    La esposa era bellísima
    Die Braut war wunderschön
    The Bride Was Beautiful
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: romanzo "La sposa era bellissima" di Enzo Lauretta (Vallecchi Editore)
  • Produzione: GIANN MINERVINI PER AMA FILM ROMA, IN COPRODUZIONE CON MAFILM
  • Distribuzione: TITANUS - TITANUS DISTRIBUZIONE VIDEO, NUMBER ONE VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1997.

- ESORDIO CINEMATOGRAFICO DI MARCO LEONARDI.

- IL FILM E' STATO REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELLA SEZ. AUTONOMA CREDITO CIN.CO DELLA B.N.L.

- STEFANIA SANDRELLI E' STATA CANDIDATA AL DAVID DI DONATELLO (1987) COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Curiosa emigrazione di quell'ottimo regista che è Pal Gabor, il quale dalla natia Ungheria si trasferisce niente meno che in Sicilia per affrontare un personaggio abbastanza lontano da quelli trattati in patria: quello di una vedova bianca il cui marito in Germania per lavoro, non si è più fatto vivo. (...) L'operazione tentata da Gabor con 'La sposa era bellissima' (ispirata dall'omonimo romanzo di Enzo Lauretta) resta a metà: riesce in certe nervose sequenze che mettono i protagonisti di fronte a realtà sociali diverse e sconosciute (il viaggio di Giuseppe in Germania alla ricerca del padre, la sosta a Monaco, la nuova famiglia di papà, il colloquio imbarazzato e crudele); ottiene risultati meno convincenti quando scava nel privato, nella dolorosa e trepida condizione di Maria. Angela Molina è, come dice il titolo, davvero bellissima ma anche convincente." (Vittorio Spiga, 'Il Resto del Carlino', 28 febbraio 1987)

"Derivato dal romanzo di Enzo Lauretta, 'La sposa era bellissima' (1986) ha in Pal Gabor un esecutore impeccabile e, ad un tempo, un artista capace di formulare esortazioni. (...) Le belle luci di Janos Kende, l'agile montaggio di Katalin Kandebo (eredi, le une e l'altro, di una cinematografa nobilissima, quella ungherese appunto) si uniscono alle musiche di Piovani per sottolineare le varie tappe del dramma, interpretato con sobrietà da Angela Molina nel ruolo della vedova bianca. La recitazione dei comprimari è tenuta su registri semplici e misurati, specie in Stefania Sandrelli, che sorprende ancora per il suo perfetto dominio del semitono." (Gregorio Napoli, 'Il Giornale di Sicilia', 20 febbraio 1987)

"Il regista si chiama Pal Gabor, è ungherese e appartiene ad una generazione di cineasti che negli anni '60 si rese responsabile - attraverso l'opera di personalità diverse - di un cinema capace di approfondire problematiche individuali, critica sociale e indagine storica con impressionante sicurezza. Autore di quell''Angi Vera' premiato a Cannes e che ebbe un certo successo anche da noi, Gabor è tra i fondatori del prestigioso studio 'Bels Balazas', oltre ad avere alle spalle una vasta e intensa attività documentaristica e di finzione, e a possedere una buona conoscenza della lingua e della letteratura italiana. Fate come se tutto ciò non esistesse: 'La sposa era bellissima' avrebbe potuto essere girato da chiunque." (Callisto Cosulich, 'Paese sera', 15 febbraio 1987)
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