La prima donna che passa

ITALIA - 1940
Presso la corte di Francia, verso la seconda metà del secolo XVII. Un galante primo ministro scommette mille scudi con due cortigiani, assicurando che prima della mezzanotte riuscirà a conquistare la prima donna che incontrerà in quel momento. Infatti, allo scadere del termine, davanti agli occhi sbalorditi dei suoi competitori, il ministro si affaccia dal balcone della fanciulla incontrata per caso e la mattina seguente, uscendo dal palazzo che ospita la fanciulla, riscuote la posta. Ma si trattava di un inganno giocato allo stesso ministro da una dama potentissima, da lui abbandonata. La fanciulla che il galante diplomatico aveva incontrato si trovava nella stessa notte a Parigi e nel palazzo ospitale c'era invece la dama vendicativa. Il fidanzato della ragazza, avendo creduto alle dicerie in giro, sfida il ministro a duello mentre questi e tutti i suoi sostenitori cadono in disgrazia. Tuttavia, prima di costituirsi alle guardie del Re, il ministro proclama l'innocenza della fanciulla.

CAST

NOTE

- GIRATO NEGLI STABILIMENTI SAFA.

CRITICA

"Questa volta, invece di una delle solite operette cinematografiche, Neufeld ha diretto un film in costume, un film storico di ambientazione settecentesca. L'intonazione è tuttavia galante e scherzosa, per quanto assai più compassata, forse per rispetto alla storia e a quelle venerabili parrucche, che non nei suoi film "moderni". (...) Il film è inscenato con molta cura e senza risparmio di mezzi, seppure con qualche convenzionalità negli sviluppi. Protagonista femminile è Alida Valli assai bella come sempre, vivace e briosa. (...)". (Alberto Ceretto, 'Gazzetta del Popolo', 7 novembre 1940)
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