La pelle

ITALIA, FRANCIA - 1981
La pelle
Napoli 1944. Il generale Cork, comandante della 5ª Armata americana, è preso dalle trattative con Marzullo, mafioso locale, che per consegnargli 112 tedeschi catturati durante le quattro giornate di insurrezione esige dagli americani una tangente di cento lire al chilo, suscettibile di forti aumenti, per ogni prigioniero. Il tramite per condurre il patteggiamento è Curzio Malaparte a cui viene anche dato l'incarico, per compiacere la moglie aviatrice di un senatore americano, di organizzare una cena stile Rinascimento che abbia come clou una "sirena" dell'acquario di Napoli che sembra una bambina. Intanto nei "bassi" le madri vendono i figli ai marocchini e Jim, il giovane tenente di collegamento, si innamora di una ragazzina che scoprirà poi essere in vendita, pubblicizzata da suo padre come l'unica vergine esistente in città. Malaparte si muove in questo inferno con distacco mentre cerca di spiegare all'aviatrice, durante un'orgia di omosessuali, che è la potenza corruttrice degli americani ad aver ridotto in tal modo la povera gente. Durante una improvvisa eruzione del Vesuvio, l'aviatrice si ritrova alla mercé di un gruppo di soldati ubriachi e stravolti, allo stesso livello di tutte le altre donne italiane. Ma la 5ª Armata dovrà presto lasciare Napoli per marciare verso Roma...
  • Altri titoli:
    The Skin
    Die Haut
    La peau
  • Durata: 131'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo omonimo di Curzio Malaparte
  • Produzione: RENZO ROSSELLINI PER OPERA FILM (ROMA), GAUMONT S.A. (PARIGI)
  • Distribuzione: GAUMONT - DOMOVIDEO, CDE HOME VIDEO, M&R MULTIGRAM
  • Vietato 14

CRITICA

"Più che polemiche, 'La pelle' della Cavani desterà sensazione per le sue immagini forti, e qua e là ripugnanza fra le anime belle: appunto quanto l'autrice voleva, per scuoterle e ricordarci come in certi momenti siamo disposti a ogni bassezza pur di salvarci la pelle." (Giovanni Grazzini , 'Cinema '81')

"Per Liliana Cavani, che dal 'Portiere di notte' in poi sembra appunto prediligere le cadute nell'inferno della coscienza, 'La pelle' rappresentava perciò un richiamo troppo invitante perché non se ne lasciasse tentare. Ma gli incubi, le allucinazioni, le proiezioni deformate da una visione del mondo in chiave espressionista non si addicono al cinema, che per restituirle rischia di trasformare il reale in iperrealismo, dove l'orrore, l'ambizione, l'eccesso e la provocazione vengono accentuati oltre gusto e oltre misura. E questa è la buccia di banana sulla quale è scivolato il film della Cavani: con un Marcello Mastroianni che nei panni di Malaparte svolge un ruolo da mediatore, quasi da Virgilio dantesco, la descrizione di una Napoli-Babele dibattuta tra castigo e redenzione diventa un zigzagare tra 'Apocalypse Now' di Francis Ford Coppola e 'Comma 22' di Mike Nichols, un compiaciuto festival della trasgressione che si è preoccupato soprattutto di cucire fra loro gli episodi più 'scandalosi' del romanzo". (Enzo Natta, "Rivista del Cinematografo", 12, 1981)
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