La cuccagna

ITALIA - 1962
La cuccagna
Rossella sta cercando un lavoro per evadere e rendersi indipendente dalla famiglia, dove un padre ottuso e brontolone, una madre inetta, una sorella piagnucolosa, con un marito ridicolo nella sua intransigenza, e un fratello avviato alla diversità, danno un tetro squallore alla sua vita. Trova un misero impiego come dattilografa in una copisteria, ma lo lascia presto per fare da segretaria a un arruffone che, presentatosi come un industriale dai mille progetti, finisce in carcere per aver tentato di corrompere un funzionario del ministero. Continuando le sue ricerche di lavoro, accetta l'offerta di un agente pubblicitario, che tra l'altro, vuole approfittare di lei, ma il suo ufficio viene chiuso. Allora si rivolge a un'agenzia fotografica dove un'ambigua signora sorprende la sua buona fede facendola posare per foto pornografiche; infine prova a fare la segretaria di un avvocato lunatico e opprimente. Nelle sue peregrinazioni ha avuto modo di conoscere Giuliano, uno strano tipo di giovane musone e arrabbiato, e, delusa, decide di suicidarsi con lui. Ma questa soluzione viene abbandonata non appena i due si accorgono di amarsi.
  • Durata: 95'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA, 35 MM
  • Tratto da: un'idea di Luciano Vincenzoni e Alberto Bevilacqua
  • Produzione: C.I.R.A.C., GIORGIO AGLIANI
  • Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILM
  • Vietato 14

NOTE

- PRESENTATA ALLA 65. MOSTRA DI VENEZIA (2008) NELLA RETROSPETTIVA "QUESTI FANTASMI: CINEMA ITALIANO RITROVATO (1946-1975)" LA VERSIONE RESTAURATA DALLA CINETECA NAZIONALE.

CRITICA

"Anche se a tratti l'intelligenza (...) del regista affiora, il film è molto inferiore agli altri due e segna un regresso imprevisto (...). Il tema era certamente suggestivo, ma è uno di quei tipici argomenti trabocchetto che inghiottono tanti autori (...). I personaggi sono in realtà macchiette, e le situazioni sono esasperate o banali. In tanta confusione ideologica ed artistica (...) si salva l'avvenenza di Donatella Turri, una bolognesina destinata ad altre prove". (D. Campana, 'Gente', dicembre 1962)
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