La caduta degli dei

Götterdämmerung

ITALIA, GERMANIA, SVIZZERA - 1969
Ai familiari riuniti per festeggiare il suo compleanno, il vecchio Joachim Essenbeck, proprietario di una delle più grandi acciaierie tedesche, annuncia il proposito di sostituire alla direzione dell'azienda il figlio Herbert - di idee democratiche - con l'altro figlio, Kostantin, iscritto alle S.A., le squadre d'assalto hitleriane: e questo per ingraziarsi il regime, sebbene Joachim, personalmente, sia ostile a Hitler. Spinto da Haschenbach - cugino degli Essenbeck e membro delle S.S., la cui intenzione, per ingraziarsi l'esercito, è quella di eliminare le S.A. - Friedrich, dirigente dell'acciaieria e amante di Sophie (vedova del figlio maggiore di Joachim e madre del dissoluto Martin) - aspirando a sua volta alla direzione dell'azienda - uccide il vecchio Essenbeck facendo in modo che la colpa ricada su Herbert, costretto perciò a riparare all'estero, lasciando in Germania la moglie e due figli. Avendo ereditata la maggioranza delle azioni Martin - su pressioni della madre di cui è succube - si mette contro Kostantin in favore di Friedrich. Cercando di riguadagnare le posizioni perdute Kostantin ricatta Martin, che si è gravemente compromesso in una sporca faccenda sessuale, ma, durante la "notte dei lunghi coltelli" - nella quale le S.A. vengono massacrate dalle S.S. - il nipote elimina lo zio. Sophie e Friedrich si adoperano per mantenere nelle proprie mani la direzione dell'azienda ma Haschenbach, facendo leva sull'imbelle Martin, li costringe entrambi al suicidio.

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1970 PER MIGLIOR REGIA.

- NELLA PRIMA EDIZIONE LA DURATA DEL FILM E' DI 121'.

- LA REVISIONE MINISTERIALE DEL 9 MARZO 2010 HA ELIMINATO IL DIVIETO AI MINORI DI 14 ANNI.

CRITICA

"Noi ci accontentiamo di ricordare come 'La caduta degli dei' sia stata salutata come un ritorno del geniale regista ai temi a lui più congeniali e a quel rigore e vigore stilistico che avevano contraddistinto le sue opere più classiche. Anche questa 'riedizione' è, per conseguenza, un omaggio all'artista e un prezioso regalo per coloro che amano il cinema d'impegno. La descrizione della degenerazione della Germania nazista e dei membri di una famiglia rappresentativa tanto della nobiltà di sangue quanto del potere industriale è stata trattata da Visconti con il ritegno tipico dell'artista forbito e serio." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 89, 1980)
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