Il nemico di mia moglie

ITALIA - 1959
Il nemico di mia moglie
La vita coniugale di Luciana e di Marco è turbata da continui litigi, causati dai gusti e delle inclinazioni diverse dei due. Marco si assenta ogni domenica per fungere da arbitro in qualche partita di calcio: questa è la sua passione, mentre Luciana ha la mania del vivere all'americana. Luciana, che è impiegata presso una casa di dischi, vorrebbe che suo marito si dedicasse ad un'attività positiva. Ella gli trova un impiego presso una società aerea ma Marco, sempre distratto, combina dei pasticci ed è licenziato. Luciana allora, traendo profitto dalla benevolenza che le dimostra il suo direttore, riesce a procurare a suo marito un posto presso la stessa ditta. Ma anche qui Marco combina dei guai e quando a complicare le cose s'aggiunge anche la gelosia di Luciana, egli abbandona impiego e moglie, e torna ad abitare col padre, rigido ed austero bibliotecario, che non gli ha mai perdonato di aver lasciato gli studi. Marco comincia a lavorare in biblioteca, ma la domenica scappa di casa con un pretesto per fare l'arbitro. In una di queste scappate incontra Giulia, una ragazza della quale s'innamora, ma ben presto s'accorge ch'ella tenta di circuirlo per indurlo a favorire, nella sua qualità di arbitro, una squadra che le sta a cuore. Amareggiato e deluso, Marco vorrebbe ritornare dalla moglie. Anche Luciana, che in un primo momento ha accettato la corte del suo direttore, vorrebbe riunirsi al marito. L'occasione per quella riconciliazione che entrambi desiderano è offerta da un incidente toccato a Marco, che avendo arbitrato una partita è stato malmenato dai tifosi. Informata dell'incidente, Luciana corre da lui e la pace è fatta.
  • Altri titoli:
    Il marito è bello
  • Durata: 100'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: ISIDORO BROGGI E RENATO LIBASSI PER LA D.D.L.
  • Distribuzione: CINEPRODUZIONI ASTORIA - MFD HOME VIDEO

NOTE

- FONICO: FRANCO GROPPIONI.

CRITICA

"Qui, se il discorso non portasse troppo lontano, sarebbe proprio il caso di fare un raffronto con la produzione più leggera e deteriore del cinema d'anteguerra: "Il nemico di mia moglie" non si salverebbe - lo potremmo giurare - che per la qualità della fotografia e per la buona volontà degli interpreti". (Leonardo Autera, "Bianco e Nero", 5 maggio, 1959)
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