Il grande inganno

The Two Jakes

USA - 1990
Il grande inganno
Jake Berman incarica l'investigatore privato Jake Gittes di pedinargli la moglie Kitty, che sospetta infedele, ma è impreciso e reticente con lui, che deve costruirsi da solo le fasi e i perchè dell'inganno. L'indagine lo conduce dentro un labirinto di intrighi che si vanno via via complicando. Scoperto l'appuntamento di Kitty con il maturo Mark Bodine presso un Motel, l'investigatore vi si apposta e riesce a registrare l'incontro dei due amanti, troncato in modo assolutamente imprevisto dalla voce carica di collera di Jake Berman - non si sa come sopraggiunto - che subito spara alcuni colpi di pistola, uccidendo il rivale. Nel trambusto che ne segue, l'investigatore - pur sorpreso per la micidiale incursione del cliente - riesce a dileguarsi, portando con sè la registrazione ed anche la pistola dell'assassino. Nell'ascoltare la registrazione, è colpito da insinuazioni e nomi pronunziati dall'ucciso durante l'incontro con Kitty, che gli aprono una nuova pista. Scopre così che Mark Bodine non solo era rivale in amore del suo cliente, ma anche suo antagonista in affari, e che lo ricattava per impadronirsi dei cospicui diritti minerari sui terreni da loro lottizzati...
  • Altri titoli:
    Los dos Jakes
    Piège pour un privé
  • Durata: 138'
  • Colore: C
  • Genere: GIALLO
  • Specifiche tecniche: PANAVISION, 35 MM (1:1.85)
  • Tratto da: basato sui personaggi di Robert Towne
  • Produzione: ROBERT EVANS, HAROLD SCHNEIDER E JACK NICHOLSON (NON ACCREDITATO) PER 88 PRODUCTIONS, PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: LIFE INTERNATIONAL (1991) - CIC VIDEO - DVD: PARAOUNT PICTURES (2002)

CRITICA

"Il grande inganno" godrà senza dubbio dell'ammirazione dei cinefili ma difficilmente conquisterà le folle. Il perchè è presto detto: pur nella raffinatezza di tecnica e stile gli mancano ritmo, spirito e chiarezza. (Valerio Caprara, Il Mattino) Il film cerca di seguire la falsariga di "Chinatown". Il tutto in un intreccio in credibilmente ingarbugliato e fitto di dialoghi. (Franco Colombo, L'Eco di Bergamo) Affascinano le atmosfere del film, la fotografia morbida e torbida, l'esercitazione linguistica, il dolce, ingannevole estraniamento e la grazia pachidermica di un Jack Nicholson controllato, l'eleganza trattenuta e il pianto virile di Harvey Keitel, attore mai troppo lodato mai troppo sfrenato. (Fabio Bo, Il Messaggero) In questo Grande inganno, da lui interpretato e diretto, Nicholson può contare su una larga disponibilità di mezzi. Ma gli sfugge del tutto il racconto: pur suggestivo esso è quasi indecifrabile, e anche a motivo di quell'amnesia che colpisce o ha colpito il protagonista. (Francesco Bolzoni, La Rivista del Cinematografo)
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