Il Gobbo

Il Gobbo
Nell'ultima fase della guerra, un giovane della periferia romana, Alvaro, soprannominato "il Gobbo", è diventato famoso compiendo una serie di attentati contro i tedeschi ed i fascisti. Suo personale ed accanito avversario è il commissario della polizia fascista, Poletti. Per vendicarsi di lui, Alvaro non esita ad usare violenza alla sua giovane figlia Nina. Da quel momento il destino accomuna la sorte dei due uomini. Alvaro viene poco tempo dopo ferito dai tedeschi; si rifugia in casa di Nina e la ragazza, innamoratasi nonostante tutto del giovane fuorilegge, lo nasconde, sfidando il pericolo di una rappresaglia. Lo stesso commissario Poletti, che ha crudelmente infierito sui compagni di lotta di Alvaro, non tarda a cadere in un tranello e viene ucciso dal "Gobbo". L'arrivo delle truppe alleate nella capitale sembra metter fine alla catena di vendette e violenze. Alvaro, accortosi d'esserne innamorato, propone alla ragazza di sposarlo, ma Nina lo respinge; ella ha ormai toccato il fondo della degradazione diventando una donna di malaffare. Anche se la guerra è finita, Alvaro non desiste dalle sue sanguinose imprese. Ora rapina i "borsari neri" e gli speculatori distribuendo il ricavato delle sue aggressioni ai poveri ed agli orfani. Braccato sempre più dappresso dalla polizia, il fuorilegge tenta ancora una volta di uscire dal cerchio che si è stretto intorno a lui ed ancora una volta gli è accanto Nina, la ragazza che egli, pur amando, ha votata ad un tragico destino. Dopo una notte di angosciosa attesa, quando sembra che la salvezza sia ormai a portata di mano Alvaro e Nina cadono uccisi in una sparatoria.
  • Durata: 117'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: VISTAVISION
  • Produzione: DINO DE LAURENTIIS CINEMATOGRAFICA (ROMA), ORSAY FILM (PARIGI)
  • Distribuzione: DE LAURENTIIS - RICORDI VIDEO, VIVIVIDEO
  • Vietato 16

CRITICA

"Il film, pur pretendendo di rinverdire i canoni estetico-sociali della formula neorealistica, finisce per essere chiaramente sopraffatto dagli elementi più esteriormente brutali e violenti della storia narrata. L'indubbio impegno della regia non evita alcuni errori di impostazione e di narrazione che determinano un alternarsi di scene vistosamente descritte a parti, più numerose, deboli, prolisse e enfatiche." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 49, 1961)
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