DIFENDO IL MIO AMORE

ITALIA - 1956
Un quotidiano milanese, "Ultim'ora", si trova in una situazione finanziaria piuttosto critica. Uno dei più giovani redattori propone di dare al giornale un'intonazione scandalistica, all'intento di attrarre sullo stesso l'attenzione del pubblico. Il capo redattore combatte risolutamente la proposta; ma il direttore del giornale da al proponente carta bianca. Questi incomincia col rivangare un vecchio processo chiusosi con la condanna per uxoricidio dell'imputato. Nel processo era stata implicata anche la segretaria dell'accusato. Elena, la cui posizione era apparsa un po' misteriosa. Elena, che ora è moglie di un ricco banchiere, Pietro, e madre di tre figlioletti, è presa di mira dal giovane cacciatore di scandali. Questi, ripigliando motivi affiorati al tempo del processo, insinua che Elena, la cui prima figlioletta è nata prima del matrimonio, è stata forse l'amante del suo ex principale, che ha spinto all'uxoricidio. In realtà Elena, prima di sposarsi, ha avuto con un amico di Pietro una relazione, dalla quale è nata la sua prima figliola. Il padre di questa è morto in guerra e Pietro, avendo sposato Elena, ha adottato la figliola del defunto amico. Nel frattempo le insinuazioni del giornale e le accuse della madre del condannato finiscono col compromettere l'armonia e la fiducia reciproca, che finora hanno regnato nei rapporti tra Pietro ed Elena. A questo punto un incidente imprevisto viene a capovolgere la situazione. La figlioletta di Elena, mentre cerca di sottrarsi ad alcuni foto-reporter, che le danno la caccia, e investita da un camion: questa è la goccia, che fa traboccare il vaso. Il direttore di "Ultim'ora" licenzia il giovane redattore, causa di tanti guai; il capo redattore smaschera un falso testimonio, valorizzato dal giovane redattore, presso il lettino della bimba ferita. Pietro ed Elena si riconciliano.

CAST

NOTE

ALCUNI FONTI ATTRIBUISCONO LA REGIA AL SOLO VINCENT SHERMAN, CHE IN REALTA' SI LIMITO' A SUPERVISIONARE IL LAVORO DI MACCHI.

CRITICA

<<(...) Oltre il mensionato Gassman, serpentone più del solito, Martine Carol, Gabriele Ferzetti, Charles Vanel, Arnoldo Foà e Mino Doro, sono gli interpreti del corrivo e abile filmettone, realizzato in co-produzione italo-francese>>. (L. Pestelli, << La Stampa>>, 30/9/1956).
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