Dagobert

Le bon roi Dagobert

ITALIA, FRANCIA - 1984
Il film di Risi narra la storia di un viaggio immaginario che Dagobert, re dei Franchi, compie alla volta di Roma per farsi assolvere dal Papa dai numerosi peccati della sua vita dissoluta. Siamo nella prima metà del 600 dopo Cristo, tempo, questo, di congiure e di intrighi. A Roma il vero Papa Honorius I è stato rapito e Dagobert, al posto della severa figura che si attendeva e delle punizioni che temeva, incontra un sosia indulgente e ruffiano che, dopo calde accoglienze, gli propone il matrimonio con Héméré, figlia dell'Imperatore di Bisanzio, al fine di ottenere un'alleata politica. Dagobert, rozzo ed in fondo ingenuo, sta per cadere nell'imbroglio, ma l'inganno viene per tempo scoperto ed il re smaschera l'usurpatore, rimette sul soglio pontificio il vero Papa e torna in patria, sempre accompagnato dal monaco Otarius, suo fido consigliere. Ma a Roma Otarius ha assaporato il frutto del piacere e della ricchezza e ucciderà con una spilla avvelenata Dagobert per prendere il potere e regnare insieme alla bellissima Héméré che egli farà regina. La morale della favola è affidata ad una voce fuori campo che - mentre il re ascende al cielo tirato da robuste corde per far credere al popolo in un miracolo - commenta: "il potente vince ed il popolo, riconoscente, si inchina".
  • Altri titoli:
    Good King Dagobert
    Il Re e il monsignore
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: GEORGES DYBMAN PER GAUMONT, FR 3, STAND'ART, FILMEDIS (PARIGI), MANOLO BOLOGNINI PER OPERA FILM PRODUZIONE (ROMA), ARCHIMEDE INTERNATIONAL
  • Distribuzione: GAUMONT - VIDEA, CDE HOME VIDEO, M & R

CRITICA

"Grottesca metafora sui guasti e la corruzione del potere, satira stilisticamente ben realizzata ma spesso triviale e a tratti irritante." (Teletutto)

"Dino Risi in piena decadenza: un film irrimediabilmente volgare e stupido nonostante il nome dei protagonisti. Un ridicolo tentativo di strizzare l'occhio a "L'armata Brancaleone". "(Francesco Mininni, Magazine italiano tv)

"(...) ha avuto scarso successo in Italia. (...) Colpa della concorrenza di 'Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno' e della Gaumont, distributrice di entrambi, che ha deciso di mollare 'Dagobert' a favore del lavoro di Monicelli. Colpa, forse della poca popolarità di Coluche tra le nostre platee e della scarsa attenzione che da qualche anno viene data ai film di Dino Risi." (Marco Giusti. Giovanni Buttafava, "Il Patalogo", 8/9 Ubulibri, 1986)
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