COLPO DI LUNA

ITALIA - 1995
COLPO DI LUNA
Tornato nella natia Sicilia per vendere la villa avita, Lorenzo, un astrofisico in crisi per mancanza di fondi al suo progetto di studio sui buchi neri, si serve per le riparazioni della casa di Salvatore, che ha due aiutanti il cui comportamento induce perplessità. Ben presto Lorenzo scopre che Salvatore ha un figlio disturbato, Agostino, avuto dalla moglie morta di parto mentre lui era emigrato. Il giovane è ospite in una comunità terapeutica di avanguardia, dove lo psicologo Titto Parisi, con un gruppo di assistenti, cerca di dare a ragazze e ragazzi disturbati una vita il più possibile serena portandoli al mare, e sviluppando la loro creatività. Spaventato e sconcertato dapprima, Lorenzo, attraverso l'esempio di Salvatore e di Titto comincia ad affezionarsi ai ragazzi, tra cui spicca Luisa, alla quale, dopo la diffidenza iniziale, accetta di insegnare il pianoforte. Durante una delle sue crisi, in cui sale sul tetto, Agostino fa cadere il padre, che viene ricoverato in ospedale. Lorenzo è ormai deciso ad andarsene, ma al momento in cui i possibili acquirenti accompagnati dall'avvocato Finocchiaro si presentano per vedere la villa, decide di restare. Al saggio finale, Luisa suona il pianoforte, i ragazzi cantano e leggono i loro pensieri. Con la vecchia Dauphine della madre, rimessa in funzione da Salvatore, Lorenzo gli porta in visita all'ospedale il figlio.
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: CINEMASCOPE
  • Produzione: DAUPHINE (ITALIA) - SIDERAL PRODUCTIONS (FRANCIA) - ODUSSEIA FILMS (OLANDA)
  • Distribuzione: MEDIASET - MEDUSA VIDEO (PEPITE)

NOTE

REVISIONE MINISTERO FEBBRAIO 1995

CRITICA

C'è un'inedita misura in questo ritratto di vecchio operaio, capace d'instaurare un rapporto paterno con l'intero gruppo di cui fa parte l'amatissimo figlio: così il film prende un'andatura commossa ma non pietistica, attenta alla verosimiglianza ma, qua e là, toccata dalla grazia affettuosa del sogno e dell'emotovità. Certo, si tratta di un tipo di film che punta pur sempre all'effetto sicuro, che consolida le attese primarie di una platea timorata. Però con una bella dignità di sguardo e di pensiero, con apprezzabile cura della composizone e con rare cadute nella retorica. (Il Mattino, Velerio Caprara, 26/3/95). Stupisce la pulizia stilistica di Alberto Simone su ritmi rallentati e su quadri di coinvolgente realismo. Dove "Colpo di luna" tradisce il basso costo (ma per realizzarlo è stata necessaria una coproduzione italo-franco-olandese) è nella fotografia, che non sa rendere la luce mediterranea del Ragusano e affievolisce soltanto i colori. Povera anche la colonna sonora, con l'imperdonabile banalità dell'inserimento di un brano di Bach. (Il Resto del Carlino, Alfredo Boccioletti, 21/2/95)
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