Cinque poveri in automobile

ITALIA - 1952
Cinque poveri in automobile
Un cocchiere, una comparsa cinematografica, un conducente ed un facchino d'albergo acquistano in società un biglietto della lotteria e vincono un'automobile di lusso. Decidono di rivendere l'automobile e dividersi il ricavato, ma prima ciascuno di loro vuole tenerla per un giorno. Durante il breve tempo concessogli, ognuno cerca naturalmente di realizzare il suo più profondo desiderio. La comparsa, che si crede una grande attrice, cerca soltanto di riconquistare l'affetto della figlia e del genero e vi riesce; il conducente, preso dal desiderio di farsi ammirare da un collega, va incontro a varie disavventure e passa una giornata terribile; il cocchiere vorrebbe umiliare un antico compagno che molti anni prima gli ha portato via la donna amata, ma lo vede così malridotto che ne sente compassione; dopo una strana avventura galante, dovuta ad un malinteso, il facchino conquista il cuore della giovane cameriera, da lui timidamente corteggiata. Venduta l'automobile, una quota andrà ad un quinto povero, un disoccupato, con il quale i vincitori decidono di dividere il ricavato della vendita.
  • Durata: 97'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Produzione: GIANNI HECHT LUCARI PER DOCUMENTO FILM
  • Distribuzione: DOCUMENTO FILM

NOTE

- GIRATO A CINECITTA'.

- AIUTO REGIA: ROBERTO CINQUINI.

CRITICA

"Cesare Zavattini pose mano al soggetto di 'Cinque poveri in automobile' nel 1934 [...].Oggi a diciott'anni di distanza dalla primitiva stesura, i 'Cinque poveri in automobile' hanno imboccato la via dello schermo ad opera del regista Mattoli [...] con un finale rimaneggiato e più sorridente di quello immaginato allora da Zavattini [...]. Mattoli avrebbe dovuto collegare e fondere i diversi apologhi che formano il film in modo da conferire loro un'unità narrativa e, almeno, una parvenza di credibilità anche sociale. Gli episodi corrono invece su piani di fortissimo dislivello, affidati più che altro all'impegno e alla serietà degli attori che li interpretano". (Tino Ranieri, Rassegna del Film, n. 9, Dicembre 1952).
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