Belle ma povere

ITALIA - 1957
Romolo e Salvatore sono due giovani romani, che hanno molta voglia di divertirsi, ma poca voglia di lavorare, vivono di espedienti e di speranze più o meno fondate. Romolo è fidanzato con Anna Maria, sorella di Salvatore, e questi è promesso a Marisa, sorella di Romolo. Le due ragazze vorrebbero sposarsi presto, ma i fidanzati non hanno alcuna fretta di giungere al matrimonio, che le loro precarie condizioni finanziarie rendono ad ogni modo impensabile per il momento. I due giovani s'iscrivono ad una scuola serale, ma mentre Romolo studia con profitto radiotecnica, Salvatore si fa cacciare dalla sorella. Si rivolge ad altre attività, corre dietro alle più disparate illusioni, senza giungere mai ad un risultato concreto. Marisa invece ha trovato un posto di cassiera in una calzoleria. La vita sentimentale delle due coppie di fidanzati è un po' turbata in seguito al riaffacciarsi di Giovanna, che in passato è stata fidanzata prima all'uno poi all'altro dei due giovani. Ora è fidanzata con Franco, giovane facoltoso, che grazie all'interessamento di Giovanna presta a Romolo la somma necessaria per aprire un piccolo negozio di radiotecnico. A Giovanna non dispiace eccitare nuovamente l'interesse dei due antichi fidanzati, specialmente di Romolo, ma solo nell'intento di destare la gelosia di Franco, inducendolo ad affrettare le nozze. Intanto Salvatore, temendo di essere abbandonato definitivamente da Marisa, decide di procurarsi del denaro a qualunque costo e si mette in contatto con uno scassinatore. Fortunatamente Marisa ed Anna Maria riescono a dissuaderlo in tempo da ogni iniziativa disonesta. Alla fine l'amore trionfa su tutta la linea. Giovanna respinge il corteggiamento di Romolo che ritorna alla sua Anna Maria, Salvatore e Marisa si riconciliano e la vicenda si concluderà con un triplice matrimonio, giacché anche Franco rompe gli indugi e si decide ad impalmare Giovanna.

CAST

NOTE

- SEGUITO DEL FILM: "POVERI MA BELLI".

CRITICA

"Lanciato come primo esempio di film a basso costo, ' Poveri ma belli' fece incassare al suo produttore, nel giro di pochi mesi, la bella cifra di 574 milioni (...) era perciò naturale attendersi (che il film) fosse seguìto da un nuovo episodio: e non è detto che il secondo debba essere l'ultimo. Belle ma povere è un film stanco, slegato, frammentario, privo di un vero svolgimento narrativo. Gli episodi divertenti si alternano alle tirate sull'avvenire dei figli, sui doveri della famiglia (...). L'intenzione degli autori era verosimilmente quella di nobilitare un po' la propria materia." (Anonimo, Cinema Nuovo, 123, 15/1/1958).
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