Baciami piccina

ITALIA - 2005
In Italia, il 7 settembre 1943, mentre infuria la seconda guerra mondiale il piccolo paesino di Civita di Terontola è in subbuglio. Due carabinieri effettivi sono stati inviati d'urgenza a Montorio di Terni dove la folla si è riunita e minaccia una sommossa proprio di fronte alle acciaierie locali. Il maresciallo Marchionni, intanto, dà al brigadiere Umberto Petroni il compito di andare alla stazione ferroviaria ad aspettare il treno su cui viaggiano due colleghi provenienti dal sud dell'Italia che stanno scortando fino a Venezia un truffatore, Raoul Nuvolini, per portare loro i viveri. Umberto ubbidisce ed aspetta il treno che però tarda ad arrivare. Nell'attesa decide di salire al secondo piano della stazione dove vive Luisa, la sua fidanzata, figlia del capostazione. I due si amano e sono in attesa che lui riceva il permesso speciale che gli consenta finalmente di sposarla. Mentre sta da Luisa, Umberto viene raggiunto dalla notizia che il treno è rimasto bloccato per un incidente e che i due carabinieri di scorta sono rimasti feriti. Raoul sta per arrivare a Civita ma il suo viaggio verso Venezia non può subire ritardi perciò dovrà essere proprio Umberto ad accompagnarlo. Al solo sentir nominare Venezia, Luisa rimane incantata: ecco profilarsi davanti a lei il viaggio di nozze che aspetta pazientemente da anni, ma il suo fidanzato, inflessibile, non vuole in alcun modo che lei salga sul treno e corra dei rischi quindi andrà da solo. Al tramonto, il brigadiere e il truffatore salgono sul treno ma nessuno dei due sa cosa li aspetta...

CAST

NOTE

- CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2007 PER I MIGLIORI COSTUMI.

CRITICA

"Incomincia come 'Quel treno per Yuma': un brigadiere dal baffo che, seguito dalla sua ragazza che sogna San Marco, scorta a Venezia un truffaldino detenuto napoletano. Poiché è l' 8 settembre 1943 il viaggio sarà tra pericoli e strani incontri, macerie, imbrogli, agguati, fino alla presa di coscienza partigiana. Scarpelli sr., che aveva già scritto con Age il capolavoro di Comencini 'Tutti a casa', torna sul luogo del delitto socio-politico e sui sentimenti di quella commedia-tragedia all'italiana oggi col figlio, fornendo a Roberto Cimpanelli, regista interessato ai fattori umani, il copione di un film amaro e divertente, che tiene un buon passo narrativo, un poco anacronistico, ma speriamo di no. Attori bravi, mescolati con gran sapienza: Salemme, non diretto da se stesso, è di misura espressiva esemplare, Marcorè gli dà replica divertito, ed Elena Russo muove un' invisibile rete di sentimenti." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 settembre 2006)

"Tutto già raccontato, certo, e tutto anche un po' ovvio. E la firma di Furio Scarpelli (con suo figlio Giacomo) alla sceneggiatura ci rende più facile riconoscere le citazioni da - o gli omaggi a - 'Tutti a casa' o 'La Grande Guerra'. Senza impeti eroici né zampate satiriche, è una rivisitazione (doppia: di quei giorni storici e del racconto che il grande cinema italiano ne fece una quindicina di anni dopo) pacata e crepuscolare. Di cui non possono però sfuggire il garbo, la grazia. (Paolo D'Agostini, "la Repubblica", 29 settembre 2006)
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