Anni facili

ITALIA - 1953
Il prof. De Francesco, vecchio antifascista, insegnante di scuola media in una cittadella siciliana, viene trasferito a Roma. Ma a Roma la vita è cara e il modesto insegnante è messo di fronte a problemi economici di difficile soluzione, tanto più quando le imminenti nozze della figliola impongono al suo bilancio oneri imprevisti. In tali condizioni, il professore accetta la proposta di un barone, proprietario di una fabbrica di medicinali, che lo nomina rappresentante a Roma, perché ottenga dagli uffici competenti l'autorizzazione per la vendita di certi suoi prodotti. Ma a nulla servono per tale intento le oneste fatiche del professore; mentre il barone, venuto personalmente a Roma, otterrà quanto desidera versando un milione al funzionario competente. Dopodiché il barone licenzia il professore. Assillato dai debiti, De Francesco accetta il compenso offertogli per promuovere un candidato immeritevole. Naturalmente la sua colpa viene subito scoperta: egli non si difende, vien condannato e finisce in galera. Il funzionario corrotto dal barone verrà semplicemente trasferito.

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1954 PER IL SOGGETTO, LA SCENEGGIATURA E IL MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (NINO TARANTO).

- DI QUESTO FILM FU VIETATA LA DISTRIBUZIONE ALL'ESTERO PERCHE' DAVA UN'IMMAGINE DELL'ITALIA CORROTTA E PIENA DI SCANDALI CHE LA BUROCRAZIA DEL TEMPO RITENNE 'NON VERITIERA'.

- PRESENTATO ALLA 66. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE "QUESTI FANTASMI 2".

CRITICA

" E' un film coraggioso, un film che bisognava fare e che torna ad onore di chi lo ha realizzato. (...) La satira e la parodia risultano piuttosto grosse e facili. (...) Ma, forse, il film non voleva nemmeno tentare di uscire dai limiti di una critica semplificatrice, drammatizzata dall'evidenza di una cruda e patetica rappresentazione. Per questo il valore morale di 'Anni facili' va al di là e al di sopra dei suoi valori cinematografici." (Ermanno Contini, "Il Messaggero", 1° settembre 1953)

"Gli intenti polemici fanno sentire nel lavoro il loro assoluto predominio. Si notano nel film gravi squilibri, mentre risulta efficace la caratterizzazione dei personaggi, discreta l'interpretazione". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 34, 1953).
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