Amici per la pelle

ITALIA - 1955
Dopo uno scontro iniziale, Mario e Franco, alunni di 3ª media, stringono amicizia. Mario appartiene ad una famiglia della piccola borghesia e prova ammirazione per il compagno che è figlio di un diplomatico, ha viaggiato molto e vive in un grande albergo. Franco, che è orfano di madre, comincia a frequentare la famiglia dell'amico e a sua volta ammira Mario perché più spigliato e sicuro di sé. Quando il padre di Franco viene trasferito e si prepara a partire, Mario chiede all'amico di rimanere a Roma, ospite della sua famiglia. Così resta stabilito, ma quando Franco, durante una gara scolastica, lo batte, Mario ha un'aspra reazione e mette in ridicolo l'amico di fronte ai compagni di scuola. Franco, colpito nella sua sensibilità e indignato per il comportamento dell'amico, decide improvvisamente di partire col padre. Mario lo raggiunge all'aeroporto. Franco lo perdona, ma non ritorna sulla sua decisione e lascia Mario a piangere da solo mentre si allontana verso l'aereo.

CAST

NOTE

- L'INTERPRETE ANDREA SCIRE' ERA IL FIGLIO DEL COMANDANTE VALERIO BORGHESE.

- PREMIO OCIC ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (1955).

CRITICA

"[...] il regista ha saputo trovare un linguaggio semplice e nitido, particolarmente adatto al pubblico giovane a cui si rivolge. All'attivo del film va messa la buona interpretazione dei ragazzi al centro della vicenda [...]. La recitazione dello Scirè è ottima [...]. La figura di Franco, infatti [...] è l'unica che non rimane nel generico, ma balza fuori abbastanza viva dalla convenzionale vicenda [...]". (Luigi Chiarini, "Panorama del Cinema Contemporaneo" - 1954/1957)

"Il film possiede brio e scioltezza sufficienti per piacere unitamente a pubblici di ragazzi e di adulti: i primi potranno rimanere interessati dall'ambientazione e dal comportamento dei piccoli protagonisti; i secondi potranno apprezzare l'accuratezza dei dettagli psicologici che danno vita all'azione. Quanto all'interpretazione, lo Scirè risulta più disinvolto e corretto, mentre il Meyner appare talvolta artificioso. La regia è sempre attenta e sensibile; buona la fotografia". ("Segnalazioni cinematografiche", vol. 38, 1955).
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