Amanti perduti

Les enfants du paradis

FRANCIA - 1945
Una compagnia d'artisti ottiene grande successo in un teatrino popolare della Parigi ottocentesca. Vi agisce, tra gli altri, un mimo, Battista, artista dal temperamento romantico e sentimentale, che s'innamora romanticamente di una ragazza belloccia ed equivoca, Garance. Questa l'ama a modo suo e sarebbe disposta a divenirne l'amante; ma non comprende l'amore spirituale del mimo. Della situazione approfitta un amico di Battista, l'attore Federico, artista geniale, ma d'animo grossolano, che non esita a farsi di Garance un'amante. Ma un bel giorno Garance fugge con un ricco conte. Passano alcuni anni: Federico è diventato un grande e celebrato attore, Battista ha sposato senza amore una compagna d'arte, che l'adora, e ne ha avuto un figlio. Garance ritorna al teatrino popolare per rivedere Battista; questi sente rinascere in sè l'antico sentimento. I due s'amano appassionatamente, ma al sopraggiungere della moglie e dei figli, Garance se ne va. Il ricco conte viene ucciso nel bagno da uno sconosciuto; Federico continua a mietere effimeri allori; la vita continua a scorrere tumultuosa e implacabile, mentre ciascuno dei personaggi sopravvissuti continuerà a inseguire una felicità irraggiungibile.

CAST

NOTE

- FILM IN DUE PARTI - PARTE I: LE BOULEVARD DU CRIME (IL VIALE DEL CRIMINE (T.L.); PARTE II: L'HOMME BLANC (L'UOMO IN BIANCO (T.L.).

- DIALOGHI: JACQUES PREVERT.

- PREMI: SEGNALAZIONE DELLA COMMISSIONE INTERNAZIONALE DEI GIORNALISTI ALLA BIENNALE DI VENEZIA DEL 1946, TIME OUT POLL (1989), NATIONAL FILM AND TELEVISION ARCHIVE'S CLASSICS 1998.

CRITICA

"Piacerà a quelli che non l'hanno mai visto o magari son riusciti ad acciuffarlo solo in sciape riproposte televisive. Rimesso a nuovo, lustro come nemmeno l'han visto gli spettatori del 1995, 'Les enfants du paradis' conferma che il suo posto nella classifica dei top ten francesi di tutti i tempi non è usurpato. E pensare che Carnè lo dovette interrompere in piena repubblica di Vichy perché aveva le SS fuori dalla porta..." (Giorgio Carbone, 'Libero', 25 luglio 2013)
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