A casa nostra

ITALIA - 2006
Vari personaggi ci vengono mostrati raccontando il loro rapporto con il denaro e gli scambi che, più o meno consapevolmente, hanno tra di loro. Ugo è un affermato commercialista che si arricchisce riciclando denaro proveniente da attività illecite. Su di lui indaga Rita, una giovane comandante della Guardia di Finanza. E poi, come in un gioco di specchi, una modella, un uomo politico, una prostituta ucraina, una coppia di pensionati e, infine, un benzinaio. Le loro storie contribuiscono a farci riflettere sulla nostra realtà attuale.

CAST

NOTE

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006).

- CANDIDATO AI NASTRI D'ARGENTO 2007 PER: MIGLIOR SOGGETTO E SCENOGRAFIA.

CRITICA

"Uno spaccato italiano, il denaro sembra vincere ma forse no, non sempre. Non davanti alla resa dei conti. Un film severo, triste, ma anche vigoroso 'A casa nostra' di Francesca Comencini. Lode agli attori, una particolare a Giuseppe Battiston."(Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 20 ottobre 2006)

"Con il suo mosaico di personaggi e destini, 'A casa nostra' può ricordare 'Crash' o 'L'aria serena dell'Ovest' (il più bel film di Soldini), ma solo in superficie. Più delle azioni contano infatti certi dettagli; più che in certe situazioni o battute un poco ad effetto Francesca Comencini, regista intimista, dà il meglio in certi scorci apparentemente di contorno, a volte ironici. (...) Anche qui infatti ci sono schiave venute dall'Est e si traffica in bambini strappati al ventre materno come ne 'La sconosciuta'. Ma senza effetti o effettacci (l'unica scena hard è, coraggiosamente, un parto dal vero). Mentre lo script della Comencini e di Franco Bernini ci ricorda che fra i traffici più turpi e la finanza in doppiopetto spesso non c'è che un passo. Non tutto è perfetto, commedia umana e passione civile non sempre si saldano a dovere, qua e là l'ansia di comunicare soffoca l'ambiguità che sola sa dare spessore e emozione (è il passo un po' televisivo dei nostri film, quasi una maledizione). Ma la Comencini e il suo cast (citiamo almeno Valeria Golino, Giuseppe Battiston e Bebo Storti) mirano alto. Onore al merito." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 ottobre 2006)
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