Belle e Sebastien – L’avventura continua

Meno convincente del primo episodio, comunque gradevole per un pomeriggio "family"

4 dicembre 2015
2,5/5
Belle e Sebastien – L’avventura continua
Belle e Sebastien - L'avventura continua

Nelle sale il sequel della fortunata serie anime degli anni 80, il cartoon basato sull’omonimo romanzo di Cécile Aubry e datato 1965. Belle e Sebastien – L’avventura continua, presentato alla scorsa Festa del Film di Roma nella (in Alice nella Città), è ancora una volta un film rivolto a un target abbastanza ampio: non solo ai più piccoli ma anche ai tanti nostalgici.

Vent’anni dopo il successo dell’anime, è per primo il regista Nicolas Vanier a rendere omaggio al bambino orfanello e al suo amico cane. È il 2013 quando, sempre in Alice nella Città, viene presentato Belle e Sebastien, il primo, che ripercorre la storia dell’amicizia “impossibile” che ha conquistato il cuore di tanti bimbi e genitori. Un film dai tratti quasi documentaristici con paesaggi mozzafiato e animali di ogni specie. Vanier in quella occasione sceglie di allontanarsi dalla trama originale, ambientando il film durante la Seconda Guerra Mondiale. Sebastien, bambino solitario ma sempre in compagnia del gigantesco amato cagnone bianco – un pastore dei Pirenei –, deve sopravvivere al freddo e alla fame. Dopo soli due anni dal “primo capitolo” arriva al cinema Belle e Sebastien – L’avventura continua, e cambia regia. Al posto di Varnier dietro la macchina da presa troviamo Christian Duguay, che si allontana ulteriormente dal materiale originale, dal libro e dall’anime.

L’avventura dei due amici continua. Se nel primo film lo spettatore si sente coinvolto dalla trama, che vede Belle e Sebastien nel bosco costretti alla resistenza alla neve ma stimolati dalla reciproca compagnia e pieni di speranza; nel secondo le buone intenzioni vengono messe da parte. Nulla di compromesso per i più piccoli, anche se in Belle e Sebastien – L’avventura continua è proprio l’elemento dell’avventura a essere “fuori luogo”, quasi come una forza maggiore. La guerra è finita, Belle e Sebastien attendono impazienti il ritorno di Angelina ma l’aereo militare che la sta riportando a casa precipita al confine tra Francia e Italia. Allo schianto seguono le fiamme che “spengono” ogni speranza nel ritrovare superstiti. Belle e Sebastien per recuperare il corpo di Angelina sono disposti a tutto, anche salire sul monomotore di un certo Pierre Marceau. Finalmente il clima è più mite quando, sul percorso dei due amici, arriva una inaspettata presenza: il papà di Sebastien (Pierre Marceau, interpretato da Thierry Neuvic). Peccato che di un personaggio tanto fondamentale, apparentemente conosciuto da tutti in paese, non si sapeva nulla. Effetto sorpresa non tanto riuscito e forse anche un po’ ricattatorio. Il film cerca di attaccarsi il più possibile alla storia degli uomini, mettendo da parte la magia e la purezza originati sin dal principio dalla amicizia con Belle, il cane dei boschi.

Belle e Sebastien – L’avventura continua è un film ugualmente gradevole, in particolare per un primo pomeriggio natalizio con tutta la famiglia davanti lo schermo. Nonostante la costruzione meno “intima” dell’amicizia bambino-animale, gli argomenti tanto sentimentali quanto avventurosi riescono a non far notare troppo l’assenza dei panorami da urlo, presenti nel film di Vanier.

Belle e Sebastien – L’avventura continua se preso come titolo a sé stante funziona molto bene. Merito non tanto della regia, ma della scrittura capace di reinventarsi da capo.

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