Cannes apre con I Fantasmi di Desplechin

“Bisogna accogliere la vita anche se è brutale”, dice il regista francese. Che inaugura la 70° edizione del Festival con Les fantômes d’Ismäel
Cannes apre con I Fantasmi di Desplechin
Arnaud Desplechin e il cast di Les fantomes d'Ismael a Cannes - Foto Pietro Coccia

“La lettura del film la dà il personaggio di Carlotta (Marion Cotillard, ndr), quando dice ‘La vie m’est arrivée’. Credo che dobbiamo essere capaci di accogliere la vita così come viene, anche se è brutale. E questo significa accettarne anche l’inevitabile disordine”.

Arnaud Desplechin parla del suo Les fantômes d’Ismäel, che questa sera apre (fuori concorso) la 70° edizione del Festival di Cannes. Scelto da Thierry Fremaux (che ha pubblicato fatto ammenda per la mancata selezione, due anni fa, di Trois souvenirs de ma jeunesse, poi passato alla Quinzaine), il film è incentrato sulla figura di Ismäel Vuillard (Mathieu Amalric, che nel 2004 interpretò un personaggio dallo stesso nome in I Re e la Regina, qui alla sesta collaborazione con Desplechin), regista alle prese con la lavorazione di un nuovo film.

 

Da vent’anni, l’uomo cerca invano di superare la misteriosa sparizione della giovane moglie, Carlotta, scomparsa chissà dove senza mai più dare un cenno. Per fortuna, da un paio d’anni, l’uomo è riuscito a ricostruire la sua vita sentimentale con Sylvia (Charlotte Gainsbourg). Ma senza alcun preavviso, proprio come quando sparì, ricompare dal nulla Carlotta. E, come se nulla fosse, pretende di riprendere il suo posto nella vita di Ismäel. Che finirà per impazzire, e con lui il film che dovrebbe finire di realizzare, incentrato sull’ambigua figura di un diplomatico/spia (Louis Garrel) e del rapporto con la moglie (Alba Rohrwacher).

“Aprire il Festival di Cannes è un grande onore e una forte emozione visto che questa è la 70° edizione”, dice Desplechin, che sulla non collocazione in concorso aggiunge: “Non so se sarebbe stato meglio gareggiare per la Palma, forse in quel caso la stampa francese poteva essere più dura nei confronti del film”.

Del quale esistono due versioni, con lunghezze differenti: “Quella presentata qui al Festival è la versione francese”, spiega il regista, che torna a parlare anche del precedente Trois souvenirs de ma jeunesse, senza però concedersi alle polemiche: “Quello è un film che mi porto nel cuore, che amo molto perché malinconico e capace allo stesso tempo di infondermi la giusta energia per scrivere quello successivo, che poi è quello che avete visto oggi”.

Per quanto riguarda le ossessioni e i fantasmi, poi, Desplechin prova a fornire la sua lettura del personaggio di Carlotta: “Marion Cotillard mi ha fatto un grande regalo, interpretando un solo personaggio ma con due volti. In fondo, sono gli altri che la vedono come un fantasma, mentre lei è lì ed è presente”.

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