Anna Magnani

ROMA (Italia), 7 marzo 1908
ROMA (Italia), 20 settembre 1973
 

BIOGRAFIA

Anna Magnani
Attrice. Anna è figlia di una donna romagnola, Marina Magnani, e di un uomo di origine calabrese che non conobbe mai. Poco dopo la sua nascita sua madre si trasferisce ad Alessandria d'Egitto, per questo si diceva fosse nata lì da padre egiziano e lei stessa alimentò questa voce. L'attrice invece rimane a Roma affidata alla nonna e alle sue cinque zie. Frequenta il liceo senza teminarlo e studia pianoforte. Nel 1923 passa un periodo di tempo ad Alessandria d'Egitto dove la madre aveva sposato un ingegnere tedesco. Al suo ritorno a Roma si iscrive alla scuola di recitazione Eleonora Duse (che diventerà l'Accademia d'Arte Drammatica) presso l'Accademia di Santa Cecilia. Il suo soprannome è "Nannarella". Tra il 1929 ed il 1932 la Magnani entra a far parte della compagnia teatrale diretta da Dario Niccodemi, prima di passare con immediato successo alla rivista con i fratelli De Rege nel 1934, forte della sua precedente collaborazione con Totò (da "Orlando Furioso" a "Che ti sei messo in testa?"). In seguito Anna prosegue la sua carriera artistica dividendo il palcoscenico con artisti quali Ave Ninchi e Gino Cervi. Nel 1934 esordisce nel cinema con una piccola parte in "La cieca di Sorrento" di Nunzio Malasomma. Nel 1935 sposa il regista Goffredo Alessandrini col quale recita in "Cavalleria" nel 1936. Nel 1941 fa teatro di rivista con Totò e nello stesso tempo De Sica in "Teresa Venerdì" sa far emergere le sue capacità comico-satiriche. Nel 1942 lascia il marito, innamorata del giovane attore Massimo Serato dal quale ha il figlio Luca, con il quale avrà sempre un rapporto molto esclusivo dovuto anche al fatto che il piccolo resterà segnato dagli esiti della poliomielite che lo colpisce a pochi mesi di vita. Ma anche con Serato le cose non finiscono bene. Si lega poi a Roberto Rossellini che la porta a raggiungere la fama internazionale con il personaggio di Pina in "Roma città aperta" (1946) che gli vale il suo primo Nastro d'argento e la caratterizza nel ruolo di popolana istintiva e sempre scarmigliata. Interpreta ancora il ruolo di donna del popolo volitiva e pugnace in "L'onorevole Angelina" di Luigi Zampa (1947). Ma l'arrivo in Italia di Ingrid Bergman mette fine anche all'amore con Rossellini e lei gira per ripicca "Vulcano" di William Dieterle mentre la Bergman e Rossellini girano "Stromboli terra di Dio". Luchino Visconti nel 1953 utilizza al meglio le sue doti drammatiche con "Bellissima" in cui è una madre che sogna per la piccola figlia, piuttosto bruttina, un futuro migliore grazie al successo nel cinema. Nel 1952 gira il suo primo film a colori "La carrozza d'oro" diretto da Jean Renoir, interamente girato a Cinecittà. A metà degli anni '50 la sua carriera ha una svolta americana in ruoli in cui la sua tipizzazione di donna mediterranea è molto accentuata. Il 22 Marzo del 1956 riceveve l' Oscar, il primo conferito ad un attrice italiana, per la sua interpretazione nel film "La rosa tatuata" ("The Rose Tattoo") che gli vale anche il Golden Globe. "Nannarella" non conosce nemmeno una parola di inglese e per recitare nel film viene iniziata alla lingua proprio dallo scrittore Tennessee Williams, autore del romanzo cui era ispirato il film omonimo. Le lezioni durano il tempo della traversata atlantica, che a quel tempo si faceva in piroscafo. Nel 1957 l'attrice ha la sua seconda candidatura al premio Oscar, grazie al film "Selvaggio è il vento" ("Wild Is the Wind") diretto da George Cukor, che gli vale anche un Orso d'argento al Festival di Berlino. Nel 1959 rifiuta il ruolo da protagonista del film "La Ciociara", che avrebbe in seguito premiato proprio con un Oscar un'altra attrice italiana, Sophia Loren. Sceglie invece di interpretare il suo terzo film americano, "Pelle di serpente" ("Fugitive Kind") di Sidney Lumet con Marlon Brando. In "Risate di gioia" di Mario Monicelli, la Magnani si ritrova a recitare nel 1960 insieme a Totò, suo vecchio amico, maestro e partner dei tempi dell'avanspettacolo. Nel 1962 Pier Paolo Pasolini le offre il ruolo da lei reso memorabile di "Mamma Roma". Nel 1965 messa un po' da parte dal cinema torna con successo a cimentarsi con la prosa in un adattamento teatrale de "La Lupa", dall' omonimo romanzo di Giovanni Verga. Nel 1969 gira "Il segreto di Santa Vittoria" ("The Secret of Santa Vittoria") di Stanley Kramer, al fianco di Anthony Quinn. Dopo qualche polemica per lo scarso utilizzo in patria di un'attrice di livello internazionale anche se un po' ingombrante, è la Rai nel 1970 ad offrirle quello che sarà il suo canto del cigno: quattro film per la tv diretti da Alfredo Giannetti: "Correva l'anno di grazia 1870...", "La sciantosa", "1943: un incontro", "L'automobile". Muore di cancro a Roma nel 1973 assistita dal figlio Luca e da Rossellini che, sempre generoso, la fa seppellire nella sua tomba di famiglia al cimitero del Verano a Roma.

FILMOGRAFIA

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