Quello di Joachim Trier è un film di interpreti straordinari, certo, ma anche un magnifico e struggente racconto sul testimone invisibile della loro storia, la dimora della famiglia Borg. Dal 22 gennaio in sala
Dalla “trilogia di Oslo” a Sentimental Value, il regista norvegese continua a parlare delle battaglie di chi prova a sopravvivere in un mondo che non è all’altezza dei nostri desideri
Claustrofobico e tesissimo kammerspiel scolastico per Halfdan Ullmann Tøndel, vincitore della Camera d’Or a Cannes e candidato per la Norvegia agli Oscar: quando “l’incidente” tra due bambini mette a nudo i genitori. Notevole, in sala dall’1 gennaio 2025
Mélo distopico struggente e di grande atmosfera, capace di suscitare riflessioni di natura etica e morale, su elaborazione del lutto, coscienza e ricordi: convince l’opera seconda di Piero Messina, in concorso a Berlino e in sala dal 21 marzo
The Elephant Man rivisto dalla A24. Coraggioso, a tratti respingente. Un film sospeso tra incubo e favola che si fa riflessione sulla bellezza e il pregiudizio. Con Sebastian Stan