“Non siamo una specie costruita per percepire la realtà per quella che è”, dice il regista ventenne di Backrooms: un’anti-spazio trascurato, il derivato di un’ansia collettiva di una società alla deriva
Non è più una questione di ombre nel buio, ma di troppa luce in stanze vuote: Kane Parsons e lo spazio liminale, un labirinto, locali interminabili che si somigliano tutti e la vertigine di un loop eterno. Dal 27 maggio in sala
Salgono in 11 per ritirare 7 riconoscimenti, 3 dei quali in ex-aequo. Il presidente di giuria Park Chan-wook scherza sulla Palma (“Non la volevo assegnare visto che io non l’ho mai vinta”). Mungiu entra nel “circolo dei 10”, Renate Reinsve amuleto sulla Croisette
Quello di Joachim Trier è un film di interpreti straordinari, certo, ma anche un magnifico e struggente racconto sul testimone invisibile della loro storia, la dimora della famiglia Borg. Dal 22 gennaio in sala
Dalla “trilogia di Oslo” a Sentimental Value, il regista norvegese continua a parlare delle battaglie di chi prova a sopravvivere in un mondo che non è all’altezza dei nostri desideri
Claustrofobico e tesissimo kammerspiel scolastico per Halfdan Ullmann Tøndel, vincitore della Camera d’Or a Cannes e candidato per la Norvegia agli Oscar: quando “l’incidente” tra due bambini mette a nudo i genitori. Notevole, in sala dall’1 gennaio 2025
Mélo distopico struggente e di grande atmosfera, capace di suscitare riflessioni di natura etica e morale, su elaborazione del lutto, coscienza e ricordi: convince l’opera seconda di Piero Messina, in concorso a Berlino e in sala dal 21 marzo
The Elephant Man rivisto dalla A24. Coraggioso, a tratti respingente. Un film sospeso tra incubo e favola che si fa riflessione sulla bellezza e il pregiudizio. Con Sebastian Stan