Kane Parsons trasforma la sua estetica degli spazi vuoti in labirinti narrativi senza costrutto, appaltando la poetica del perturbante alla distonia fatta marchio di A24. Con l’esito che ne consegue…
“Non siamo una specie costruita per percepire la realtà per quella che è”, dice il regista ventenne di Backrooms: un’anti-spazio trascurato, il derivato di un’ansia collettiva di una società alla deriva
Non è più una questione di ombre nel buio, ma di troppa luce in stanze vuote: Kane Parsons e lo spazio liminale, un labirinto, locali interminabili che si somigliano tutti e la vertigine di un loop eterno. Dal 27 maggio in sala