“Mi ha spinto il desiderio di raccontare un sentimento come lo sconforto”, dice il giovane regista esordiente. Che arriva nelle sale dal 26 febbraio: “Il nostro cinema ha bisogno di una nuova generazione che racconti l’Italia”
La paura e il desiderio dei “feriti a morte”, il disincanto dei sognatori, l’impaccio dei difettosi. Alberto Palmiero tra il primo Moretti e i malincomici, miglior opera prima alla Festa di Roma