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Il paradosso è che Cinema in Festa funziona: lo dimostrano i numeri degli spettatori. Ma in testa alla top ten troviamo l’unico film che non se ne avvantaggia, ovvero Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata.
Il concerto-evento distribuito da Nexo Digital esordisce al primo posto con 857.531 euro e 54.898 spettatori. Il prezzo medio del biglietto è di 15,62 euro, contro i 3,50 euro dei film che aderiscono alla promozione. Da solo, Ultimo raccoglie quasi il 64% dell’incasso complessivo della top ten, pur rappresentando il 29% delle presenze.
È una vittoria indiscutibile, che conferma la forza dell’evento e la capacità dell’artista romano di mobilitare il proprio pubblico anche al cinema. Ma è anche un risultato che rende la classifica per incassi poco rappresentativa dell’effetto prodotto da Cinema in Festa: con biglietti dal valore oltre quattro volte superiore, il confronto economico con gli altri titoli è inevitabilmente sbilanciato.
Ma, tornando a Cinema in Festa, qual è stato finora l’impatto dell’iniziativa (che termina domani) sull’offerta cinematografica nel suo complesso e su quella italiana in particolare?
L’impatto sull’intera offerta
La riduzione del prezzo ha sicuramente portato più persone al cinema.
Martedì 22 settembre i primi dieci titoli hanno totalizzato 187.933 spettatori. Una settimana prima, martedì 15 settembre, l’intero mercato italiano - non soltanto la top ten - si era fermato a 86.725 presenze. Pur confrontando perimetri diversi, la crescita è stata del 117%.
Il dato resta significativo anche sottraendo Ultimo. Gli altri nove film della top ten hanno venduto complessivamente 133.035 biglietti: il 53% in più rispetto a quanto aveva totalizzato l’intero mercato il martedì precedente. L’aumento degli spettatori si era già avuto lunedì, primo giorno di Cinema in Festa: 144.776 spettatori su 2.428 schermi, terzo miglior risultato del lunedì nelle otto edizioni dell’iniziativa. Gli incassi erano stati pari a 542.053 euro, il 2% in meno rispetto alla settimana precedente, ma le presenze erano cresciute nettamente. Meno ricavi per ogni singolo biglietto, ma molte più persone davanti allo schermo.
Martedì sette dei nove film della top ten interessati dalla promozione hanno aumentato gli spettatori rispetto al giorno precedente. Resident Evil è passato da 38.316 a 43.235 presenze, con una crescita del 12,8%. The Invite – Il piacere è tutto nostro è salito da 15.352 a 20.155 biglietti, circa il 31% in più. Coyote vs Acme ha guadagnato il 25%, Odissea il 17%, Oceania quasi il 29%. Soltanto Cars e Spider-Man: Brand New Day hanno registrato lievi flessioni.
Cinema in Festa sta dunque lavorando sull’offerta tout court: aumenta la frequenza, favorisce la riscoperta di film già in programmazione e permette ai titoli non più nuovi di prolungare la propria permanenza nelle sale. Il beneficio maggiore, tuttavia, sembra concentrarsi sulle opere che possiedono già appeal e disponibilità di schermi.
E sul cinema italiano?
Il quadro cambia se parliamo di cinema italiano. Tra i film che battono bandiera tricolore, nessun titolo entra martedì nella top ten. La promozione può avere aumentato le loro presenze, ma non abbastanza da aumentarne la competitività in confronto all’offerta generale.


Adriano Giannini in Ritorno a Buenos Aires - Credits Fabrizio La Palombara
Abbastanza significativo il caso di Dov’è la fiesta?, che lunedì era riuscito a raggiungere il decimo posto con 3.524 spettatori e 12.530 euro, portando il totale a 18.647 presenze. In una sola giornata di Cinema in Festa aveva quindi accresciuto il proprio pubblico cumulativo di circa il 23%. Martedì il film esce dalla top ten, probabilmente anche per l’ingresso di Ultimo.
Anche I figli della scimmia, undicesimo lunedì, resta fuori dai primi dieci. Il film di Tommaso Landucci aveva chiuso il fine settimana d’esordio con 125.610 euro in 207 cinema, per una media di 607 euro. Si tratta di un’uscita sufficientemente ampia, ma caratterizzata finora da una bassa densità di pubblico per sala. In questo caso il prezzo ridotto sembra non essere bastato a superare un problema di domanda e riconoscibilità.
Differente la situazione di Ritorno a Buenos Aires. Il film di Marco Bechis aveva raccolto nel weekend 95.747 euro in cento cinema, con una media di 957 euro: un totale contenuto, ma una resa per struttura superiore sia a I figli della scimmia sia a Dov’è la fiesta?. Il suo limite sembra dunque riguardare anche la scala distributiva. Cinema in Festa può aumentare l’affluenza nelle sale in cui il film è presente, ma non può compensare completamente una circolazione ridotta.
I tre titoli mostrano quindi problemi diversi. Dov’è la fiesta? dispone di molti schermi ma di una media molto bassa; I figli della scimmia ha un’uscita ampia che non sta producendo una domanda proporzionata; Ritorno a Buenos Aires mostra una migliore concentrazione del pubblico, ma parte da una distribuzione più limitata.
Il primo bilancio suggerisce così che Cinema in Festa funziona come acceleratore della domanda complessiva. Non funziona però come un riequilibratore dell’offerta, perché abbattere la barriera del prezzo non elimina quelle della visibilità e della capacità di attrazione dei singoli film.
Più spettatori, ma non più incassi
C’è poi l’altra questione: l’aumento delle presenze ha compensato la riduzione del prezzo? I dati suggeriscono di no. Il martedì precedente il prezzo medio del biglietto era stato di 7,22 euro; durante Cinema in Festa, escludendo Ultimo, la media dei nove titoli della top ten scende a 3,67 euro. Per pareggiare gli incassi ordinari, quindi, gli spettatori dovrebbero quasi raddoppiare: servirebbe una crescita prossima al 97%. Siamo lontanissimi.
Se confrontiamo i sei film presenti in classifica sia martedì 15 sia martedì 22 settembre: Coyote vs Acme, Odissea, Amori & incantesimi 2, Paw Patrol: Missione dinosauri, Oceania e Spider-Man: Brand New Day, scopriamo che complessivamente sono passati da 42.215 a 48.673 spettatori, con una crescita del 15,3%. Nello stesso tempo, però, i loro incassi sono scesi da 308.101 a 179.310 euro, con una perdita del 41,8%.


Coyote vs Acme
Il caso più evidente è Odissea: gli spettatori aumentano da 9.395 a 14.072, quasi il 50% in più, mentre l’incasso scende da 78.859 a 55.971 euro, il 29% in meno. Coyote vs Acme passa da 11.739 a 14.385 presenze, ma perde il 38,6% degli incassi. Anche Spider-Man: Brand New Day guadagna quasi il 50% degli spettatori e contemporaneamente incassa il 31,7% in meno.
Certo, i film sono invecchiati di una settimana e non è possibile stabilire quanti biglietti avrebbero venduto a prezzo ordinario. Ma il dato certifica che Cinema in Festa è, anzitutto, un investimento sull’allargamento del pubblico e non un moltiplicatore immediato degli incassi. La promozione riempie maggiormente le sale e può alimentare il passaparola, ma nelle singole giornate il maggior numero di spettatori non basta necessariamente a recuperare il valore economico ceduto attraverso lo sconto.
