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Simon Stone (regista/director) -Foto Karen Di Paola
(Cinematografo.it/Adnkronos) – Elsinore arriva in anteprima alla 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma (Grand Public) accompagnato dal suo regista, Simon Stone. Il film, scritto da Stephen Beresford e interpretato da Andrew Scott, racconta la storia vera di Ian Charleson, straordinario attore britannico che, mentre affronta gli ultimi istanti della sua vita a causa dell'Aids, si prepara a interpretare l'Amleto del National Theatre di Londra in quella che diventerà una delle prove più celebri della sua carriera.
Per Stone, raccontare oggi la vicenda di Charleson significa prima di tutto fare un esercizio di memoria collettiva. Una memoria che rischia di sbiadire, soprattutto tra le generazioni più giovani. "Credo che gran parte dello stigma legato all'Aids sia scomparso, ma non è sparita la tendenza a usare le persone gay come capro espiatorio", osserva Stone, sottolineando come alcune dinamiche del passato non siano del tutto scomparse.
"Lo vediamo in diverse parti del mondo: quando emergono leader populisti o di estrema destra, molto spesso gli obiettivi dei loro attacchi diventano gli immigrati e le persone queer". Per il regista non si tratta di una questione legata alla vita privata delle persone, ma della facilità con cui una minoranza può essere trasformata in bersaglio politico.
"È facile colpire una minoranza che non ha una voce abbastanza forte per difendersi e attribuirle tutte le colpe. Per questo è importante ricordare che non stiamo parlando di un gioco politico: stiamo parlando di vite reali". Secondo Stone, è importante raccontare oggi la storia di Ian Charleson perché crede che "molti abbiano dimenticato quanto sia stato difficile conquistare alcune delle libertà di cui godiamo oggi".
Negli anni Ottanta, "nel Regno Unito come in Italia, negli Stati Uniti e nel resto d'Europa, essere un uomo gay era molto complicato, e lo era ancora di più se si voleva costruire una carriera da attore". Charleson, osserva il regista, ha contribuito a cambiare la percezione pubblica delle persone omosessuali attraverso il proprio talento e il proprio coraggio.
"Una persona gay può essere amata, può essere un grande artista, può persino interpretare il miglior Amleto che abbiate mai visto a teatro, e merita lo stesso sostegno e lo stesso rispetto riservati a chiunque altro".
Al centro di Elsinore c'è però soprattutto un messaggio di umanità. Stone vede nei personaggi di Ian e Andrew figure capaci di parlare a tutti, al di là delle appartenenze e delle identità. "Il film mostra una persona vera, un essere umano universale in cui tutti possono riconoscersi", dice il regista. In un'epoca segnata "da polarizzazione e divisioni" è "importante continuare a raccontare queste storie perché ci ricordano quanto siano fondamentali il senso di comunità e la solidarietà". Oggi "è facile accentuare le differenze, giudicarsi a vicenda, escludere o cancellare chi la pensa diversamente. Ma c'è qualcosa di molto più bello: riuscire a riconoscersi come esseri umani e scegliersi attraverso l'amore e la comprensione reciproca".


Infine, il regista difende con forza il potere salvifico dell'arte, vero cuore pulsante di Elsinore. "Non credo sia una visione romantica affermare che l'arte salvi delle vite", sostiene Stone. "Il benessere mentale di una nazione dipende in larga misura dall'accesso all'arte, alle storie, alla musica. Oggi c'è chi sostiene che la cultura debba sostenersi da sola, senza il supporto pubblico. È una prospettiva molto pericolosa, perché l'arte può guarirci, può davvero salvarci".
E conclude con un richiamo proprio alla città che ospita il film: "Siamo nella Città Eterna e il motivo per cui Roma è amata in tutto il mondo è che custodisce la memoria di migliaia di anni di cultura e di civiltà. Se smettiamo di sostenere l'arte, rischiamo di cancellare quella memoria".
Elsinore, prodotto da Andrea Occhipinti per Lucky Red, insieme a Gabrielle Tana per Magnolia Mae Films; Pete Shilaimon, Mickey Liddell, Stefano Massenzi e Carolyn Marks Blackwood; con Ld Entertainment e Studiocanal, uscirà al cinema dal 28 gennaio nelle sale italiane distribuito da Lucky Red.
