Non è tanto un film contro le sette quanto sulle dinamiche ambigue che consentono alle sette di prosperare. The Liberation, nuovo lavoro di Guy Nattiv, arrivato al Toronto International Film Festival dopo la première mondiale a Telluride, sta già facendo discutere. Utilizzando la scatola del thriller, pone interrogativi non banali sul rapporto tra ricerca di senso e rischio di manipolazione come un autentico desiderio di liberazione possa dare vita a meccanismi di controllo e di potere che nulla hanno di sacro.

Il film è liberamente ispirato alla storia della nonna dello stesso Nattiv, ebrea polacca sopravvissuta alla Shoah. Negli anni Ottanta la donna attraversò una fase di depressione e finì nell'orbita di una comunità esclusivamente femminile guidata da una leader carismatica, arrivando – ha raccontato il regista a Screen International – a versare al gruppo anche il denaro ricevuto dalla Germania come risarcimento per le persecuzioni naziste.

Nel film si chiama Rita Cooper e ha il volto di Carrie Coon. Vive nel New Jersey, lavora in banca, ha un marito, Reuben (Tracy Letts), e due figlie, Ella e Jo, interpretate da Bella Ramsey e Odessa Young. Sotto la normalità della sua esistenza continua però ad agire un trauma mai davvero elaborato. Poi nella sua banca entra Ricki, interpretata da Lily James: giovane, magnetica, capace soprattutto di pronunciare le parole che Rita aspetta da qualcuno da tutta la vita. La comunità che guida sembra offrirle ciò che le manca: ascolto, sorellanza, contatto con la natura, libertà dalle convenzioni sociali.

A questo punto The Liberation parrebbe incardinarsi nel consueto racconto sulla manipolazione settaria. Nattiv però evita questo sviluppo non contrapponendo schematicamente ragione e follia, medicina e superstizione, famiglia buona e spiritualità cattiva. Cerca piuttosto di seguire il processo attraverso cui qualcosa di vero – il bisogno di essere vista, di appartenere a una comunità, di dare un senso al dolore – viene progressivamente riconvertito in obbedienza.

Angie Han, su The Hollywood Reporter, individua in questo sguardo non giudicante uno dei punti di forza del film: Nattiv prova a comprendere le scelte della propria nonna e a mostrare ciò che rende seducente Ricki agli occhi di Rita, prima ancora di mostrarne la capacità di dominio. La recensione definisce il film un'opera di profonda empatia, sostenuta in particolare dalle prove di Coon, James e Ramsey.

Il punto che rende The Liberation interessante anche al di là del filone ormai molto frequentato dei film sui culti è che la spiritualità non è il vero bersaglio del film ma un terreno conteso. Nattiv osserva quanto facilmente un bisogno legittimo di trascendenza, di cura e comunità possa essere intercettato da una struttura che promette emancipazione mentre impone dipendenza.

La critica americana sembra concordare inoltre su un punto: Carrie Coon. Variety la definisce “breathtaking” e parla di un thriller psicologico “gripping”, sottolineando anche la capacità di Lily James di rendere inquietante una leader che evita la caricatura del guru tradizionale. Il Wall Street Journal si spinge ancora oltre, concentrando sulla prova della protagonista il proprio entusiasmo.

Più prudente The Guardian, che ne apprezza il rifiuto del sensazionalismo e soprattutto la capacità di Coon di rendere credibile la fragilità di Rita, ma ritiene che nella seconda parte il racconto finisca per avvicinarsi a convenzioni già note del cinema sulle sette, fino a un finale più affrettato. Anche Robert Daniels su RogerEbert.com segnala i limiti della struttura a due linee temporali e di un film che talvolta fatica a trovare il proprio centro, pur riconoscendogli la lucidità con cui mostra le diverse fasi del grooming psicologico.

Nattiv, già regista di Golda e del corto premio Oscar Skin, ha scritto The Liberation con Noa Berman Herzberg. Negli Stati Uniti il film sarà distribuito da Bleecker Street, con uscita limitata indicata per l'8 gennaio 2027. Le vendite internazionali sono affidate a Embankment Films. Al momento non è stata annunciata una distribuzione italiana né una data d'uscita nel nostro Paese.